C’è chi si sposa in chiesa e chi il matrimonio col solo rito civile. Ma c’è anche chi, in passato, ha chiesto di potersi sposare col rito civile anche in luoghi diversi dalla casa comunale. Di certo c’è un articolo civile, il 106, che stabilisce che il matrimonio debba essere celebrato pubblicamente davanti all’Ufficiale di Stato civile. Un altro articolo di legge consente che i Comuni possano prevedere anche per singole funzioni l’istituzione di uno o più uffici separati di Stato civile. Riti insomma fuori dal palazzo municipale. Quello che con voti unanimi, ha deciso di fare la Giunta comunale di Sinnai. «Una delibera-dice il sindaco Sandro Serreli-che viene semplicemente incontro alle esigenze dei cittadini. Che potranno optare per il matrimonio nel Municipio di via Piave o appunto nel palazzo della biblioteca. Tutto qui». Da qui ovviamente anche la necessità di individuare un altro sito, in alternativa al palazzo municipale. A Sinnai questa scelta è caduta su un antico fabbricato costruito nel 1860 che sino a vent’anni fa era il Municipio e che ora ospita la biblioteca comunale. Una struttura monumentale, ubicato nella Piazza chiesa che, si legge nella delibera di Giunta, « ha la piena disponibilità d’uso e le caratteristiche strutturali idonee per la celebrazione di una cerimonia importante quale è il matrimonio con rito civile». Con voto unanime l’esecutivo che era presieduto dallo stesso sindaco Serreli, ha individuato per celebrare i matrimoni la sala di rappresentanza interna alla Biblioteca, al primo piano e di istituire nella sala rappresentanza della Biblioteca Comunale un separato Ufficio di Stato Civile per la sola celebrazione dei matrimoni con rito civile». E’ stato anche stabilito che la celebrazione del matrimonio in questo sito sarà assolutamente gratuito. Del provvedimento è stata informata anche la prefettura di Cagliari. A Sinnai i matrimoni civili lo scorso anno stati 36. Ma non è mancato che a questo sindaco col sindaco e la fascia tricolare ( o di un suo rappresentante) ha poi fatto seguire anche il rito religioso in chiesa. Spesso, a ricorrere al rito in Municipio sono giovani coppie che intendono vivere assieme in attesa di quello religioso. O anche ragazzi che non hanno ancora una sicurezza economica e che magari col matrimonio possono comunque accedere a agevolazioni di legge sulla casa o altro.