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La cronistoria
I fatti giorno per giorno

Hamas si era spinto fino a deridere Israele per la sua passività di fronte alla pioggia di razzi Qassam dopo la fine della tregua a Gaza, il 19 dicembre; e, secondo la stampa israeliana di oggi, non sospettava che stava per essere colpita dal più letale attacco aereo degli ultimi decenni

Hamas si era spinto fino a deridere Israele per la sua passività di fronte alla pioggia di razzi Qassam dopo la fine della tregua a Gaza, il 19 dicembre; e, secondo la stampa israeliana di oggi, non sospettava che stava per essere colpita dal più letale attacco aereo degli ultimi decenni. Attacco che non a caso è stato sferrato sabato, quando la religione ebraica impone il riposo religioso dello 'shabbat'. "La disinformazione, il segreto e le menzogne", scrivono i quotidiani, hanno spinto il movimento radicale islamico che governa la Striscia di Gaza a non credere all'imminenza di un'operazione militare israeliana così devastante. La sequenza degli avvenimenti sembrava dare ragione agli integralisti. 

MERCOLEDI': - dalla Striscia di Gaza piovono sul sud di Israele ben 70 razzi, lanciati soprattutto da Hamas, nel più pesante bombardamento dalla fine delle tregua; - da Israele non giunge nessuna risposta militare. Un comunicato di Hamas deride il gabinetto di sicurezza israeliano "che passa il tempo a discutere decisioni per fermare i lanci", mentre i suoi combattenti "bombardano (il territorio israeliano) con decine di razzi e di proiettili di mortaio". 

GIOVEDI': - 48 ore prima dell'inizio dell'operazione 'Piombo Fusò, il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni si reca al Cairo per parlare con il presidente Hosni Mubarak (per ottenerne carta bianca, hanno accusato oggi manifestanti in Egitto); 

VENERDI': - il ministro della Difesa Ehud Barak addirittura autorizza l'ingresso nella Striscia di convogli umanitari; - l'ufficio del primo ministro Ehud Olmert informa che il gabinetto di sicurezza è convocato per domenica per "discutere" l'eventualità di un'operazione massiccia a Gaza; - il comandante della regione sud, responsabile per Gaza, si assenta in permesso, secondo il quotidiano Haaretz che cita un responsabile della Difesa; secondo questa fonte Hamas, che in un primo tempo ha evacuato le sue sedi e locali, è tratto in inganno da questa mossa e richiama i suoi quadri ai loro posti; 

SABATO: - scatta l'attacco aereo, che colpisce sedi di Hamas piene di militanti e dirigenti. "Non si pensa che Israele possa lanciare una guerra di sabato. L'elemento sorpresa spiega l'alto numero di morti" fra le file di Hamas, ha scritto il quotidiano Yediot Aharonot. Decine di militanti sono stati uccisi nel quartier generale della polizia a Gaza, dove era addirittura in corso una manifestazione di poliziotti di Hamas. Haaretz spiega il successo dei bombardamenti aerei anche con il minuzioso lavoro iniziato dall'intelligence israeliana già sei mesi fa, quando ancora erano in corso i negoziati con la mediazione dell'Egitto per concordare una tregua con Hamas. Barak aveva chiesto un elenco dei siti usati dai servizi di sicurezza di Hamas e da altri gruppi armati. Ne è venuto fuori un piano di attacco con elencati tutti i bersagli: depositi di armi, campi di addestramento, rifugi dei principali responsabili da colpire.

 
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