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Obama:
avanti negli stati-chiave

Obama:  avanti negli stati-chiave

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Il candidato democratico supera quello repubblicano in sei degli otto stati chiave per le elezioni, inclusi Florida e Ohio. I russi lo preferiscono a McCain. Lo boccia invece il magnate dei media Murdoch: "é un protezionista, aggraverebbe la crisi". E ieri grande kermesse con Bruce Springsteen.

Obama avanza ancora. Lo rivela un sondaggio Reuters/Zogby reso noto oggi. Un altro sondaggio Reuters/GSpan/Zogby dà ad Obama un vantaggio di 7 punti a livello nazionale, un punto percentuale in più di ieri. Il sondaggio telefonico ha un margine di errore del 2,9%. Obama supera McCain in Florida (2 punti), Ohio (6), Missouri (1), Virginia (6), Nevada (8) e Pennsylvania (11). Il candidato repubblicano è in testa in Indiana (5 punti) e North Carolina (1), entrambi stati dove ha vinto Bush nel 2004. Secondo il sondaggio, Obama avrebbe ora 328 voti elettorali, ben di più dei 270 necessari per arrivare alla Casa Bianca.

A MOSCA PIACE IL SENATORE FAVORITO. I russi sono schierati in grande maggioranza per il candidato presidenziale Usa Barack Obama nelle elezioni presidenziali americane di domani. Lo rivela un sondaggio del centro demoscopico Fom, su un campione di 1.500 persone residenti in 46 regioni del Paese. Stando al sondaggio, il 28% dei russi voterebbe per Obama se ne avesse la possibilità, mentre solo il 5% sceglierebbe John McCain. Il 24% ritiene che Obama sarebbe un interlocutore migliore per la Russia, solo il 5% pensa che McCain potrebbe migliorare i tesi rapporti con Washington. Il 27% crede nella vittoria di Obama, solo l'8% in quella di McCain. Quanto ai leader politici, l'erratico nazionalista Vladimir Zhirinovski, il leader comunista, Ghennadi Ziuganov, e il leader del partito liberale Yabloko, Serghei Mitrokhin, preferiscono anch'essi Obama, con diverse motivazioni, ma non credono che la sua vittoria alle presidenziali possa cambiare nell'immediato le relazioni bilaterali. Il Cremlino ovviamente non si pronuncia in affari così interni, e afferma che intende proseguire il dialogo con qualunque candidato venga eletto. Ma nei corridoi del potere, per quanto le simpatie vadano a Obama, si ricorda che tranne per la parentesi dei neo-con, le relazioni russo-americane sono tradizionalmente migliori quando è al potere il Partito repubblicano. Piace comunque a Mosca, secondo fonti del Cremlino, l'assenza di una retorica apertamente russofoba da parte di Barack Obama.

MURDOCH, PROTEZIONSITA DANNOSO. Se Barack Obama venisse eletto presidente degli Stati Uniti questa settimana, potrebbe aggravare la crisi finanziaria internazionale, se mettesse in atto le politiche protezioniste del suo partito. E' l'opinione del magnate dei media Rupert Murdoch, in visita nella natia Australia per una serie di conferenze. In un'intervista al quotidiano della sua scuderia The Australian afferma che le politiche dei democratici, se realizzate, causerebbero "un reale arretramento per la globalizzazione". Murdoch ha sottolineato che non si può sapere se Obama metterà in atto tutte le misure protezioniste in programma. "Un presidente spesso non si comporta esattamente come suggerirebbe la sua campagna, perché finisce prigioniero di ogni sorta di cose, principalmente di circostanze ed eventi". Murdoch ha avvertito che ogni nuova barriera protezionistica, in particolare verso la Cina, come auspicato in Congresso da alcuni democratici, comporterebbe rischi di ritorsione e minaccerebbe i sistemi commerciali e finanziari mondiali. "Negli ultimi tre o quattro anni - ha proseguito il tychoon australiano - alcuni democratici hanno minacciato di prendere misure come tariffe aggiuntive sulle importazioni cinesi se Pechino non ritocca la valuta, e questo potrebbe provocare azioni di ritorsione che di certo danneggerebbero gravemente l'economia mondiale". Murdoch ha elogiato il premier laburista australiano Kevin Rudd per la fermezza e tempestività mostrata nell'affrontare la crisi, assicurando garanzia governativa ai depositi bancari.

 
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