La mancanza della Giunta in Aula e una contestazione dell'opposizione che ha chiesto la sospensione della delibera sulle zone franche urbane approvata ieri dall'esecutivo hanno paralizzato stamane i lavori del Consiglio regionale. Anche dalla Cisl disappunto e stupore per l'esclusione di Nuoro. Replica dell'assessore Rau "Nuoro non ha un indice di disagio socioeconomico sufficiente per essere inserito nell'elenco". Proteste dei sindacati.
La seduta odierna del Consiglio regionale, in cui sarebbe dovuta cominciare la discussione generale sul testo unificato di riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, è stata aggiornata alle 17 e il presidente dell'assemblea Giacomo Spissu ha convocato una conferenza dei capigruppo. Un gruppo di consiglieri del Psd'Az, Fi e Udc ha sollecitato in Aula la sospensione della delibera con cui la Giunta ha individuato, su proposta dell'assessore all'Industria Concetta Rau, nove zone franche urbane (Zfu) dove, per effetto di normative nazionali, le nuove attività economiche beneficeranno di particolari agevolazioni fiscali fra il 2008 e il 2012 e di nove anni di un regime di "phasing out" per facilitare il consolidamento. L'esclusione del Nuorese, in contrasto con le indicazioni affidate al Consiglio regionale alla legge di riordino dei Consorzi industriali, approvata di recente, ha spinto alcuni consiglieri d'opposizione, in particolare quelli eletti nel territorio interessato che hanno improvvisato una conferenza stampa, a sollecitare la sospensione del provvedimento. Il presidente Spissu si è impegnato a presentare la richiesta alla Giunta. Spissu si è anche impegnato a sollecitare la convocazione della commissione Industria al presidente Giovanni Giagu (Pd) con all'ordine del giorno un'audizione dell'assessore Rau. I consiglieri d'opposizione hanno protestato anche perché l'esponente della Giunta, in occasione della discussione della legge sui consorzi industriali, non ha fatto cenno in Aula alla scadenza del 5 agosto imposta alla Regione da una delibera Cipe e da una circolare del ministero dello Sviluppo economico per presentare la relazione tecnica sulle zone franche urbane. Inizialmente il territorio di Nuoro, segnato da gravi condizioni socio-economiche e da un alto tasso di disoccupazione, era stato inserito nella rosa di undici comuni sopra i 25.000 abitanti individuati dall'Osservatorio economico nel 2007 in uno studio commissionatogli dall'assessorato all'Industria per verificare quali zone soddisfacessero i requisiti per le agevolazioni fiscali delle Zfu. Ma poi, alla stretta finale, considerata anche la necessità per i comuni interessati di presentare progetti, il calcolo del cosiddetto "Indice di disagio socioeconomico" (Ids) per misurare il grado di esclusione sociale ha penalizzato, paradossalmente, proprio il Nuorese. "Questo è un indice di disattenzione della Giunta e anche del governo", ha protestato il capogruppo dell'Udc, Roberto Capelli, eletto in quel territorio. "Serve un atto eclatante di sfudicia verso questo Consiglio e verso la sua guida e anche verso la Giunta e la sua guida. Se ci sarà la sensibilità politica, sarà possibile una mozione di sfiducia all'assessore Concetta Rau, che va letta come una sfiducia a Soru e anche al presidente Spissu. Crediamo che sia obbligatorio e che a noi debbano unirsi quei sindaci silenti, come quello di Nuoro, che nulla hanno fatto fino a questo momento".
CENTRODESTRA. La delibera della Giunta regionale 41/24 del 29 luglio 2008 che individua le zone franche urbane deve essere sospesa. Lo hanno chiesto, prima in aula e poi in una conferenza stampa, le opposizioni di centrodestra e sardista in Consiglio regionale che hanno lamentato la "superficialità" della decisione dell'assessorato regionale. La minoranza ha affermato che "l'individuazione delle Zone Franche sembra sia stata gestita da un solerte funzionario dello Stato e non da un assessore della Regione Sardegna che ha dato tutto in mano all'Osservatorio economico, mentre il Consiglio non è stato investito della questione quando invece si discuteva della riforma dei Consorzi Industriali. Solo oggi scopriamo che il termine ultimo per la presentazione delle proposte è il 5 agosto". Gli esponenti di Udc, Forza Italia e PSd'Az, in particolare, hanno rilevato "l'assenza del territorio di Nuoro tra le nove zone franche". "Ci vuole un atto eclatante di sfiducia per l'assessore dell'industria, per la Giunta regionale e per la presidenza dell'assemblea regionale che hanno una disattenzione per le zone deboli della Sardegna - ha detto il capogruppo dell'Udc, Roberto Capelli, ricordando che per le Zone Franche Urbane (Zfu) lo Stato ha stanziato 50 milioni di euro - e a noi si dovrebbero unire anche quei sindaci silenti, come quello di Nuoro che nulla hanno fatto in questo momento". I consiglieri delle opposizioni hanno anche rilevato "l'assensa cronica dei rappresentanti dell'Esecutivo regionale in Aula" ed hanno chiesto al presidente del Consiglio, Giacomo Spissu, di convocare una conferenza dei Capigruppo. I lavori dell'Assemblea sarda sono stati sospesi, mentre Spissu ha annunciato che avrebbe chiesto alla Giunta la "revoca" della delibera in quanto disattenderebbe le indicazioni del Consiglio.
CISL. "Stupore" nel non ritrovare nessuna aria territoriale del capoluogo o della provincia nelle ipotesi di zone franche urbane individuate ieri dalla Giunta regionale, è stata manifestata dalla Cisl nuorese. "E' l'ennesimo affronto che Nuoro ed il suo territorio subiscono a fronte della complessa crisi socio economica in atto, ormai da troppo tempo - è detto in una nota -. Sarebbe stata questa un'occasione per alleggerire le criticità del momento e dimostrare un'attenzione nei confronti delle comunità che vivono in queste aree. Dopo la beffa del disconoscimento dell'area di crisi, il rischio dello smacco della non individuazione di alcuna zona franca urbana nel nuorese assume un sapore ancora più amaro". Secondo Ignazio Ganga, Segretario generale della Cisl barbaricina, Nuoro, Macomer, Ottana e Siniscola ("epicentri del malessere economico del territorio") possono a buon titolo essere considerate meritorie di tale importante riconoscimento ai fini della programmazione di nuovi progetti di sviluppo. "Se ciò non dovesse essere recuperato si consoliderebbe l'idea - conclude Ganga - che i gravi problemi della provincia di Nuoro sono davvero lontani dalle strategie della giunta regionale sarda".
LA REPLICA. La delibera sulle zone france urbane che esclude Nuoro è fondata su "una procedura identificata nel dettaglio, senza alcun margine di discrezionalità e negoziazione, su uno strumento specifico previsto dalla Legge Finanziaria nazionale del 2007 e modificato nel 2008 recependo le indicazioni della Commissione Europea richiamate nella pre-notifica informale in sede comunitaria". Lo precisa l'assessore regionale all'Industria Concetta Rau, replicando alle contestazioni mosse stamane in Aula da consiglieri del Psd'Az, Fi e Udc che hanno chiesto la revoca del provvedimento. Nuoro - chiarisce Rau - non ha presentato progetti ritenendo di avere, anche nelle zone più marginali, un indice di disagio socioeconomico insufficiente per poter essere selezionato a livello nazionale dal ministero dello Sviluppo economico e accedere ai benefici fiscali della zona franca urbana. "Le Zfu previste - per tutto il territorio nazionale sono 18, di cui non più di tre possono essere presenti in una sola regione", spiega Rau. "Quindi, nell'ambito di tali regole dettate esclusivamente dallo Stato in conformità delle regole comunitarie, la Regione ha individuato, con apposito studio basato su dati Istat come prevede la legge e affidato all'Osservatorio economico, tutti i Comuni con aree aventi i requisiti minimi previsti dalla legge. I Comuni con tali requisiti sono 11 e a tutti sono state inviate comunicazioni del procedimento e dei parametri e criteri, basati su un preciso "Indice di disagio socioeconomico" (Ids) che sarà utilizzato dal Ministero dello Sviluppo economico per selezionare le 18 Zfu in tutta Italia"."In specifici incontri con gli 11 Comuni sono state esaminate tutte le procedure di dettaglio, offrendo il supporto tecnico dell'Osservatorio economico per la predisposizione dei singoli progetti", prosegue l'assessore Rau. "Degli 11 Comuni, 9 hanno predisposto proposte progettuali specifiche e 2, tra cui Nuoro, hanno ritenuto di non procedere in quanto anche nelle zone più marginali avevano un indice di disagio socioeconomico tale da non rientrare in una posizione utile ai fini della selezione finale". "Non è mancata certamente alcuna sensibilità della Regione per il territorio nuorese o per altri territori e si è invece predisposto per tutti un utile lavoro di istruttoria per concorrere ad attivare anche in Sardegna Zone franche urbane che possono innescare processi di sviluppo", sottolinea Rau. "L'augurio di tutti è che, invece di polemizzare, ognuno faccia la propria parte per sensibilizzare il Governo nazionale ad attivare più Zfu possibili in Sardegna ed estenda poi questa azione sperimentale a molte più aree in tutti i territori. Su diverse e nuove modalità di realizzazione della fiscalità di vantaggio in ragione della Autonomia della Sardegna si dovrà e potrà discutere seriamente, con cognizione di causa e conoscendo le normative comunitarie".
SINDACATI. I sindacati contestano la delibera della giunta regionale che esclude il Nuorese dall'elenco delle zone franche urbane. Il segretario provinciale della Cgil Gianfranco Mussoni chiede il ritiro immediato della delibera adottata ieri sostenendo che la decisione della Giunta ha dell'incredibile. 'Si tratta di una scelta miope, incapace di concepire la gravità della crisi del territorio'. Il segretario provinciale della Cisl Ignazio Ganga esprime stupore denunciando 'l'ennesimo affronto che Nuoro e il suo territorio subiscono di fronte alla complessa crisi socio-economica in atto. Sarebbe stata questa l'occasione per alleggerire le criticità del momento e dimostrare un'attenzione verso questo territorio'. Secondo Ganga 'Nuoro, Macomer, Ottana e Siniscola, epicentri del malessere economico, possono a buon titolo essere considerare meritorie di tale importante riconoscimento per la programmazione di nuovi progetti di sviluppo'. Sulla vicenda il consigliere comunale dell'opposizione Francesco Guccini ha presentato un ordine del giorno per sollecitare il sindaco a richiedere la revisione della delibera.