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Chi sono gli arrestati

Oltre agli otto arrestati, tra cui risultano alcuni imprenditori, un'agente di polizia, un ginecologo e un dipendente del ministero di Giustizia, negli intrecci tra mafia e massoneria risultano indagati anche un sacerdote gesuita e un esponente di spicco della Serenissima Gran Loggia Unita d'Italia

Tra gli arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Trapani e Agrigento, nell'ambito dell'operazione Hiram, per presunti intrecci tra mafia e massoneria finalizzati al ritardo dei procedimenti penali risulta anche Michele Accomando, 60 anni, di Mazara del Vallo, imprenditore, finito in carcere nel 2007 per un'inchiesta su appalti pubblici pilotati. In seguito era stato condannato per mafia a nove anni e quattro mesi.

Renato Gioacchino Giovanni De Gregorio, 59 anni, ginecologo a Palermo, era stato condannato anche in appello per violenza sessuale su una minorenne, dal 2005 pende in Cassazione il suo ricorso. L'uomo avrebbe pagato somme di denaro per tentare di ottenere l'insabbiamento del procedimento.

Rodolfo Grancini, 68 anni, originario di Orvieto, è indicato dagli investigatori come un faccendiere, in contatto con diversi senatori e deputati, considerato dagli inquirenti "una personalità poliedrica inserita in un giro di amicizie altolocate, attorno alla quale ruota l'intera indagine. Grancini avvalendosi di persone "prezzolate", alcune già note agli investigatori, altre ancora ignote, all'interno della Cassazione, secondo l'accusa era riuscito a congegnare un "sistema" che gli consentiva di acquisire notizie riservate sullo stato dei procedimenti e di pilotare la trattazione dei ricorsi proposti alla suprema Corte dai suoi "clienti".

Calogero Licata, 57 anni, imprenditore agrigentino, accusato di aver tentato di insabbiare in Cassazione alcuni procedimenti penali che riguardavano boss mafiosi di Agrigento e Trapani.

Guido Peparaio, 55 anni, impiegato del ministero di Giustizia, addetto alla cancelleria della seconda sezione della Corte di Cassazione con la qualifica di ausiliario.

Calogero Russello, 68 anni, imprenditore agrigentino che era già stato imputato di mafia.

Nicolò Sorrentino, 64 anni, originario di Marsala.

Francesca Surdo, 35 anni, originaria di Palermo, agente della polizia di Stato in servizio alla Direzione anticrimine di Roma.

Nell'inchiesta risulta indagato anche il gran maestro Stefano De Carolis, esponente di spicco della Serenissima Gran Loggia Unita d'Italia. Il massone, secondo l'accusa, sarebbe stato messo a conoscenza dall'imprenditore Michele Accomando e da un altro indagato dell'inchiesta Hiram, del piano per ottenere il controllo di un procedimento penale pendente in Cassazione che riguardava il boss mafioso Giovanbattista Agate, fratello del capomafia di Trapani, Mariano.

I pm della Dda di Palermo hanno inviato un avviso di garanzia anche a un sacerdote, gesuita che vive a Roma, padre Ferruccio Romanin, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L'avviso è stato notificato stamani dai carabinieri al religioso che vive a Roma. Il sacerdote, su indicazione di uno degli indagati dell'inchiesta Hiram, avrebbe predisposto lettere inviate a giudici, per condizionare l'esito di procedimenti penali.

 
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