I costi della politica e il differente peso che essi assumono rispetto al sistema Italia restano in discussione. Non soltanto nell'ambito della vivace dialettica che sta attraversando l'Italia dei forconi. Il Corriere della Sera, riprendendo i dati pubblicati dall'Istat, ricorda lo squilibrio tra gli stipendi dei consiglieri regionali delle Isole (Sardegna e Sicilia) e quelli delle altre regioni italiane.
Sotto accusa anche l'autonomia riconosciuta dagli Statuti che avrebbe dato vita "a una giungla di privilegi e retribuzioni nella quale sarebbe opportuno mettere un po' d'ordine". I numeri precedono la richiesta di una più equa retribuzione della politica: "Ha senso che un consigliere regionale - si legge nell'articolo a firma di Sergio Rizzo - abbia un appannaggio netto pari a metà di quello del consigliere della Sardegna (5.666 euro contro 11.417)? O che la busta paga del governatore della Calabria, pure dopo essere stata tagliata di 27 mila euro, sia ancora di 43 mila euro l'anno superiore a quella del presidente della Toscana?"
Poi il discorso dal piano nazionale si sposta su quello più strettamente locale. Dopo un plauso al governatore Cappellacci che ha rinunciato all'indennità da presidente e all'auto blu, l'analisi si approfondisce nei temi della crisi: "E' impossibile non ricordare come per mantenere il Consiglio regionale ogni cittadino della Sardegna sopporti una spesa almeno sei volte superiore rispetto a ciascun lombardo o a ogni residente in Emilia-Romagna".