Attacco respinto. Il presidente della Regione annuncia il varo del Piano energetico ambientale per la fine dell'estate e incassa la solidarietà della maggioranza. Il centrosinistra lancia l'allarme sulle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico isolano e rinnova la richiesta al governatore di farsi da parte.
Ugo Cappellacci tiene fuori dal confronto in Consiglio la vicenda giudiziaria sugli appalti per l'energia eolica e le dure critiche per le sue frequentazioni, scegliendo di replicare agli attacchi dell'opposizione giurando sul buon nome di questa terra: «La Sardegna e i sardi sono geneticamente alieni a qualsiasi tipo di ragionamento che possa avvicinarsi a infiltrazioni mafiose».
Una giornata complessivamente sotto tono, nonostante i temi - le scelte sulle energie rinnovabili e la posizione del presidente, sotto indagine - avessero riscaldato la vigilia. Un gruppo di consiglieri del centro destra, due giorni fa, aveva fatto capire al governatore che è arrivato il momento di cambiare marcia, soprattutto di poter contare su un esecutivo politicamente più forte e meno tecnico. Non solo, perché fra i segnali lanciati da una parte della maggioranza, è forte e chiaro anche quello di un maggiore coinvolgimento dei partiti nelle decisioni da prendere.
IL CONFRONTO In avvio di giornata, il consigliere del Pd Renato Soru ha chiesto di intervenire per primo accusando gli assessori Corona (Personale) e La Spisa (Bilancio) di averlo insultato nel corso della movimentata seduta del primo giugno. A Soru, che ha chiesto alla presidente Lombardo cosa intendesse fare per evitare che episodi del genere si ripetano, la presidente ha replicato: «Non mi risulta che qualcuno sia stato ingiuriato». L'acceso confronto si sarebbe svolto, infatti, quando la seduta era sospesa. Sull'episodio, interviene l'assessore Corona: «Quando l'ex presidente Soru, rivolto verso il banco della giunta, ha gridato che ci troviamo di fronte a una dittatura, gli ho solo urlato “bravo, proprio tu”».
IN AULA Sono intervenuti in trenta, nel corso dei lavori di ieri. La mozione del centrosinistra è stata presentata dal capogruppo del Pd, Mario Bruno: «Il presidente Cappellacci dovrebbe dimettersi perché è subalterno ai poteri romani», ha detto l'esponente del Pd, «quanto emerso in questi ultime mesi dovrebbe spingere il presidente a lasciare l'incarico. I fatti dimostrano che è subalterno ai poteri romani, che le sue idee non sono quelle dei sardi, che non opera in autonomia, come dimostra il trasferimento del G8 da La Maddalena a L'Aquila, che è stato deciso senza nemmeno consultare il presidente della Regione». La mozione presentata da 27 consiglieri regionali dell'opposizione di centrosinistra riguardava «l'approvazione di un Piano energetico regionale per la produzione di energia da fonti rinnovabili e sulla necessità di una normativa che garantisca trasparenza e tracciabilità degli investimenti». I consiglieri chiedevano al presidente della giunta di aggiornare e approvare il Piano energetico ambientale «avendo l'obiettivo di riqualificare l'intero sistema energetico sardo, dalla produzione alla distribuzione, dall'uso dell'energia nella mobilità, come negli edifici pubblici e privati». Giampaolo Diana (Pd), Chicco Porcu (Pd) e altri esponenti dell'opposizione volevano che il presidente spiegasse la politica energetica della Regione e affrontasse direttamente le questioni che lo riguardano, al di là di sommari processi «che quest'Aula non è chiamata a fare». Gianvalerio Sanna (Pd) ha accusato il governatore di aver mentito, nel suo intervento del primo giugno, Soru (Pd) ha lanciato l'allarme: «Ci sono società e progetti sull'eolico riconducibili ai nomi di Cutolo o di Vito Ciancimino, vogliamo che l'economia mafiosa non invada la Sardegna».
Fra i consiglieri della maggioranza, Pietro Pittalis e Mario Diana (Pdl) hanno voluto sottolineare accordi e decisioni prese dalla precedente amministrazione proprio sulle energie alternative, mentre Roberto Capelli (Udc) è andato oltre: «Pronto a votare la sfiducia nei confronti del presidente se non verranno date risposte serie ai problemi della Sardegna».
IL GOVERNATORE «La Giunta è impegnata in una necessaria ridefinizione dei contenuti del Piano energetico ambientale regionale», ha detto Cappellacci, «saremo pronti entro settembre, con il coinvolgimento di tutti». Quindi, la replica: «Non abbiamo paura della verità, non vogliamo alimentare polveroni che renderebbero meno comprensibile la verità», ha detto Cappellacci nella sua replica, «noto che le considerazioni contenute nel documento in discussione appaiono incomplete, contraddittorie e pretestuose. Se si vuole dimostrare che la precedente Giunta ha bene operato e noi abbiamo distrutto questo lavoro mirabolante, il tentativo è destinato a rimanere vano». Il presidente ha proseguito: «Qualcuno è caduto in gravi contraddizioni, accusandomi allo stesso tempo di aver bloccato tutto e di aver permesso tutto. Giunta e maggioranza sono impegnate, in un momento di gravissima crisi, a costruire nuove opportunità di sviluppo e occupazione per la nostra terra». L'accenno all'inchiesta romana, nella quale è indagato con altre sette persone: «Su questo lavoro sono state proiettate delle ombre. Sono comportamenti che non mi sono mai appartenuti, non mi appartengono né mai mi apparterranno. Sono pronto a rendere conto di ogni singolo giorno della mia attività di presidente: mai e poi mai, persone od eventi esterni hanno potuto distrarre la mia azione dalla ricerca del bene comune. Lo testimoniano i fatti concreti, gli unici che dimostrano la verità».
La mozione è stata ritirata, un ordine del giorno dell'opposizione che conteneva, fra l'altro, l'impegno a sostituire il direttore dell'Arpas, Ignazio Farris, è stata respinta.
ENRICO PILIA