Il Consiglio riapre per il confronto sull'energia eolica e le inchieste. Cappellacci si difende, l'opposizione non ci sta
«Sono sereno, ho sempre agito con la massima correttezza, non so di cosa mi si accusa». Cappellacci sceglie il parlamento dei sardi per raccontare la sua verità sull'inchiesta giudiziaria che lo vede fra le persone coinvolte. La presidente Lombardo e i capigruppo avevano stabilito come portare avanti la seduta di ieri - dopo il governatore, parola soltanto ai capigruppo - ma un intervento del consigliere del Pd Soru, che chiedeva uno svolgimento diverso del dibattito, ha reso rovente il clima e la seduta è praticamente finita lì, almeno per l'opposizione.
Urla, contatti ravvicinati, qualche giornale volato da un banco all'altro, la bagarre ha preso il sopravvento e solo una doppia sospensione dell'assemblea ha riportato un clima dignitoso. Il centrosinistra pretende le dimissioni di Cappellacci (subalternità al partito romano, questione morale) e attraverso una mozione presentata ieri, ha chiesto un confronto in Aula fra il presidente e i consiglieri che vorranno intervenire. Tutti, nessuno escluso. Una seduta che dovrebbe svolgersi fra una decina di giorni.
IL PRESIDENTE Con lui, per la prima volta dal marzo del 2009, tutta la giunta schierata quasi a difendere il suo presidente. «Non ho ricevuto alcuna formale contestazione sul mio operato ma, come tutti voi, ho appreso dalle ricostruzioni giornalistiche delle indagini in corso». Il governatore ha proseguito: «Sono ipotesi di comportamenti che non mi sono mai appartenuti, non mi appartengono né mai mi apparterranno. L'uomo, il genitore, il presidente Cappellacci è qui, di fronte a questo Consiglio, con animo sereno, pronto a rappresentare l'unica cosa che conta: la verità. Quella che mi consente di presentarmi davanti a tutti i sardi, sereno e a testa alta». Cappellacci ha chiamato in causa la stampa: «Il presidente dei sardi è stato esposto a una vera e propria gogna mediatica: si sono fatti riferimenti a incontri, conversazioni telefoniche, mi si rinfaccia di aver accolto suggerimenti, di aver frequentato taluni individui, di aver modificato delle norme in finanziaria con un disegno preciso e di aver manipolato graduatorie. Si è arrivati persino a sostenere la tesi che l'approvazione di tre delibere sulle energie rinnovabili sia stata frutto di un ipotetico disegno criminoso e non invece di una legittima e coerente strategia di governo». Il presidente si dice «pronto a rendere conto di ogni singolo minuto della mia attività, lo faccio con una certezza assoluta: mai e poi mai, persone od eventi esterni hanno potuto distrarre la mia azione dalla ricerca del bene comune. Lo testimoniano i fatti concreti, gli unici che dimostrano la verità». La chiusura: «C'è un dato esemplare e oggettivo che pesa come un macigno nella bilancia della verità: le autorizzazioni rilasciate dalla Regione sono pari a zero, le autorizzazioni che saranno rilasciate da questa amministrazione regionale, con la normativa da noi introdotta, saranno pari a zero».
LA SEDUTA Cappellacci aveva parlato per 13 minuti, sforando di tre minuti rispetto al tempo previsto. Tempo che è stato concesso anche ai capigruppo. Prima del giro di interventi previsti dall'articolo 121, la “bomba” l'ha scagliata Soru, chiedendo di parlare e accusando il governatore Cappellacci di aver contraffatto la realtà. Passaggio legato a una frase del presidente: «Le criticità riscontrabili nella precedente normativa regionale erano ravvisabili sotto diversi profili». La richiesta di Soru di aprire il dibattito a tutto il Consiglio, ma soprattutto le sue accuse a Cappellacci, hanno scatenato la reazione della maggioranza e perfino degli assessori, i più duri sono apparsi la Corona e La Spisa. In quel momento, in un crescendo di urla e accuse, la Lombardo ha sospeso la seduta per 5 minuti. Al rientro in Aula, sull'ordine dei lavori sono intervenuti i capigruppo dell'opposizione e il consigliere Pd Porcu, tutti orientati perché la seduta cambiasse percorso: «Abbandoniamo l'Aula», ha detto Bruno. Al rifiuto dela presidente di cambiare l'ordine del giorno, motivato da precise norme del regolamento, un altro passaggio dai toni alti ha costretto la Lombardo a sospendere la seduta.
«NON CAPISCO» Il presidente, a mente fredda, ieri notte ha commentato: «Sono molto dispiaciuto per l'atteggiamento del centrosinistra, è incomprensibile la ragione dell'abbandono dell'assemblea». Cappellacci aggiunge: «Sono loro che non hanno voluto il confronto, avrei replicato ai capigruppo dell'opposizione e resto stupito della loro uscita. Non ne comprendo i motivi».
L'OPPOSIZIONE Dopo l'uscita dall'Aula, nel corridoio della sala stampa i leader del centrosinistra hanno incontrato i giornalisti. Il capogruppo del Pd, Bruno, ha detto che sarebbero stati pronti a chiedere le dimissioni di Cappellacci, ma l'ordine del giorno non prevedeva un dibattito politico. «Noi non vogliamo fare processi in Consiglio», ha sottolineato il capogruppo Idv, Salis, «ma avremmo gradito risposte da Cappellacci». Sulla stessa linea Uras (Sinistra), seppure molto prudente sul tema dimissioni.
LA MAGGIORANZA Per il governatore e il suo lavoro, così come per quello della giunta, è arrivata una robusta iniezione di fiducia da parte dei capigruppo del centrodestra. In un'Aula vuota per metà, dopo l'uscita dei rappresentanti dell'opposizione. Il capogruppo del Pdl, Mario Diana, ha accusato Soru di aver scatenato «una gazzarra», apprezzando invece «l'equilibrio e la fermezza del presidente Cappellacci». Confortante il capogruppo dell'Udc, Giorgio Oppi: «Presidente, saremo sempre dalla sua parte, soprattutto perché la Giunta ha lavorato sempre nel rispetto delle leggi». Oppi, già assessore all'Ambiente, ha ricostruito le autorizzazioni concesse sotto la giunta guidata da Soru, dando l'elenco degli impianti in fase di realizzazione: «Cappellacci ha modificato l'articolo 18 eliminando gli accordi di programma introdotti dal presidente Soru e istituendo l'autorizzazione unica della Regione. È vero che le richieste sono aumentate in questi mesi ma la giunta Cappellacci non ha autorizzato niente».
Per Mario Floris (Usd, Misto) è necessario «lasciare che gli accertamenti giudiziari siano fatti nelle sedi deputate, sono convinto che il presidente saprà dimostrare in tutte le sedi la sua estraneità a queste accuse». Il capogruppo del Psd'Az, Giacomo Sanna, ha sottolineato che il suo partito «non ha mai cavalcato il giustizialismo nella sua storia ed è significativo che ancora una volta siano gli organi di informazione e non quelli giudiziari a dare le notizie». Il capopgruppo dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu: «Ribadiamo piena solidarietà umana e politica al presidente Cappellacci, certi che saprà dimostrare l'estraneità sua e della giunta rispetto alle accuse».
PROSSIMO ROUND È stata depositata ieri pomeriggio in Consiglio la mozione del centrosinistra con richiesta urgente di convocazione straordinaria del Consiglio, tema portante la produzione di energia da fonti rinnovabili e la politica della Regione.
Ma non solo, perché dietro l'ufficialità si cela l'invito - si fa per dire - che l'opposizione farà al presidente Cappellacci: «Dimettiti subito». La mozione, che secondo regolamento deve essere discussa entro 10 giorni, è stata sottoscritta da tutti i 27 consiglieri d'opposizione. Con la discussione della mozione sarà consentito a ogni consigliere di parlare 10 minuti e al presentatore della mozione di illustrarla per altri 20 minuti. Venerdì, nella conferenza dei capigruppo, sarà decisa la data della prossima seduta. Il clima non muterà.
ENRICO PILIA