È buio fitto sulla scomparsa di Piero Mulas, 55 anni, imprenditore di Bono sparito una settimana fa. L'amico che era con lui durante un misterioso viaggio (Daniele Nudda, 35 anni) e che è stato aggredito e rapinato da tre uomini mascherati in via Jenner, è intanto finito nel registro degli indagati per droga. Aveva il compito di depositare a Cagliari (all'ospedale Brotzu) strani pacchi dal contenuto non meglio identificato. Si teme un omicidio
Daniele Nudda, l'amico dell'imprenditore Piero Mulas, del quale non si hanno più notizie da una settimana, è indagato per traffico di droga. L'iniziativa è stata presa dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari nel pomeriggio di ieri. Iniziativa che imprime una svolta nell'inchiesta sulla scomparsa di Mulas e che apre il fronte a ipotesi diverse.
Intanto perché i magistrati hanno ritenuto di dare credito al racconto di Nudda che venerdì scorso era stato aggredito, pestato malamente e derubato dell'auto, del portafogli e di un pacco misterioso che gli avrebbe affidato Mulas per consegnare non si sa bene a chi. In realtà, stando a indiscrezioni, quell'involucro che aveva nella Golf lo aveva aperto scoprendo il suo contenuto: droga.
Un altro pacco sarebbe già stato consegnato il giorno prima che Nudda si facesse vincere dalla curiosità e dai sospetti. Una volta saputo il motivo del suo viaggio cagliaritano, sempre secondo alcune indiscrezioni, avrebbe telefonato all'amico rimproverandolo per avergli assegnato un compito tanto rischioso senza preavviso.
Forse, sta proprio nella telefonata a Mulas la chiave del pestaggio e del furto del prezioso pacco. Nonché, quella della sparizione del facoltoso imprenditore del Goceano. Il quale, probabilmente, vistosi scoperto, e temendo il peggio, avrebbe preferito eclissarsi: meglio la macchia del carcere. Intanto, al di là del nuovo scenario, l'inchiesta resta a Nuoro, per una questione di competenza territoriale e perché il sequestro di persona non è stato tenuto in minimo conto.
CERTEZZA È la prima certezza nel mistero che avvolge questa storia di paese che ha sconfinato sino al capoluogo isolano, e solo perché Daniele Nudda, legato a Mulas da rapporti di conoscenza e d'affari, è stato pestato a Cagliari. I carabinieri del comando provinciale di Sassari, che lo hanno preso in consegna martedì scorso, un paio d'ore dopo l'uscita dall'ospedale, hanno cominciato a interrogarlo durante il viaggio di ritorno a Bono e continueranno a farlo nei prossimi giorni.
I SOLDI Nudda, che è proprietario dei locali del supermercato di Mulas, stava trattando per subentrargli nella gestione. Per questo la frequentazione tra i due era diventata più assidua negli ultimi tempi. Si sa che Mulas, di recente, ha venduto l'altro market - sempre a Bono - ricavando una cifra intorno ai 280 mila euro.
LE INDAGINI «Stiamo ripercorrendo a ritroso gli ultimi giorni di Mulas - dice Francesco Atzeni, comandante provinciale dell'Arma di Sassari - ma non nascondo che ci siano delle difficoltà. L'allarme sulla sua scomparsa è stato tardivo. Gli ultimi suoi contatti risalgono alla mattina di giovedì. Noi siamo al lavoro da domenica, da quando la famiglia ci ha segnalato di non aver più notizie del loro congiunto».
IL VERTICE Ieri a Nuoro, il procuratore della Repubblica Andrea Garau ha incontrato Atzeni, accompagnato dal comandante del nucleo operativo e da quello della compagnia di Bono, per fare un primo punto della situazione. Al termine, è stata ristretta la gamma delle ipotesi.
L'IPOTESI L'alternativa è la latitanza, nel caso risultasse vera la circostanza raccontata da Nudda sui pacchi “sospetti” trasportati a Cagliari. Sono già stati controllati porti e aeroporti sardi e non è risultato nessun passeggero di nome Salvatore Mulas ma, anche questo aspetto, potrebbe non voler dire nulla.
VITO FIORI