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Cronache dalla Sardegna
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Domenica Cagliari - Lazio:
tra Cellino e Lotito sfida totale

Domenica Cagliari - Lazio: tra Cellino e Lotito sfida totale Il presidente del Calgliari Massimo Cellino

Cagliari-Lazio non è solo un confronto tra le squadre ma anche tra presidenti che non si amano e che non lo nascondono. Dall'affaire Foggia, al viva voce della Lega spento sul più bello

Cagliari-Lazio non è solo una partita di calcio importantissima per la classifica delle due squadre, a sorpresa impegnate per obiettivi ben diversi da quelli pronosticati a inizio stagione. È anche una sfida sottile, non dichiarata, sotterranea, quasi, tra due presidenti che non si amano. Massimo Cellino da una parte, Claudio Lotito dall'altra. A dire la verità, il muro contro muro lo ha determinato il presidente rossoblù - per ragioni che spiegheremo più avanti - ma non si può certo dire che il collega biancoceleste sia un mago dei rapporti personali. Prima che il nodo Ledesma venisse risolto dall'arrivo di Reja, che lo ha reintegrato dopo mesi di esilio, il patron del Genoa Preziosi, quando veniva interrogato sulla possibilità di una trattativa con la Lazio per dirottare al Genoa il centrocampista argentino, rispondeva così: «A noi il giocatore piace parecchio, ma discutere con Lotito è impossibile».

Ecco perché negli ambienti del calcio si dice che la corsa salvezza della Lazio sia tutt'altro che facile: l'aver seminato antipatia in lungo e in largo, impedisce alle squadre che affrontano quella di Lotito qualsiasi atteggiamento accomodante. Anche se non ci sono pressanti necessità di classifica. In parole povere: tutti stanno aspettando Lotito al varco. Cellino compreso.

SENZA PAROLE Il presidente biancoceleste ha perso da tempo la parola, dopo l'alluvione di interviste (con immancabili citazioni latine e logorrea irrefrenabile) seguita alla vittoria sull'Inter nella Supercoppa Italiana disputata a Pechino e i successi nelle prime due giornate di campionato contro Atalanta e Chievo. Quando la situazione precipita, Lotito sparisce, per riapparire il 14 febbraio, giorno in cui la Lazio, tolta quarantotto ore prima dalle mani di Davide Ballardini e messa in quelle di Edy Reja (guarda a caso entrambi ex allenatori del Cagliari) sbanca Parma con un illusorio 0-2. I successivi rovesci, costringono Lotito al mutismo.

Oddio, un'eccezione il presidente biancoceleste l'ha fatta. Due settimane fa, mentre si trovava a Montecitorio in compagnia di alcuni ministri e sottosegretari di fede laziale, ha la bella idea di telefonare in Lega a Milano, dove era in corso l'assemblea dei presidenti, per intervenire in viva voce. Dopo alcuni minuti di torrenziale comizio, Cellino sbotta: «Ma chi si crede di essere, Berlusconi?», e stacca la spina dell'apparecchio. Risata e applauso generale.

IL RETROSCENA Una goliardata che nasconde una profonda divisione, nata nell'estate del 2008 intorno all' affaire Foggia. L'attaccante era giunto al Cagliari dalla Lazio in prestito oneroso di un anno (rinnovabile di un altro) con diritto di riscatto della comproprietà. Conclusa la prima stagione, Cellino decide di restituire il giocatore, il cui litigio con Marchini era stato una delle cause principali della disastrosa prima parte di campionato, raddrizzato poi da Ballardini. Cellino propone a Lotito un accordo: restituzione del giocatore con un anno di anticipo e abbattimento del 50 per cento della contropartita (un milione e mezzo di euro), già versata nelle casse della Lazio. Lotito accetta, si riprende il giocatore ma non restituisce i soldi. L'accordo era solo verbale, una sorta di patto tra amici. Cellino non ha mezzi legali per far valere i propri diritti e deve incassare lo sgarro. Da quel momento, è guerra aperta.

L'INTRIGO Il Cagliari ritrova sulla sua strada Edy Reja, l'allenatore della promozione dalla B alla A del 2004. Nella turbolenta estate di quell'anno (è aperta la questione del contratto di Zola, risolta in extremis a ritiro già iniziato), l'allora ds Mauro Pederzoli sottopone a Reja il rinnovo di un anno. Il tecnico, insoddisfatto della cifra proposta, nicchia. Cellino, venuto a sapere dell'intoppo nel giorno in cui Francois Modesto, a fine contratto, firma per il Monaco, facendo andare su tutte le furie il presidente rossoblù, prende la palla al balzo. Ordina a Nicola Salerno (ufficialmente consulente di mercato, in realtà braccio destro operativo di Cellino) di dare il ben servito a Reja e di ingaggiare un altro tecnico, che Salerno individua in Daniele Arrigoni. A nulla serve una telefonata notturna a Cellino di Reja, che non si capacitava dell'accaduto.

STRANI INTRECCI Reja ha abbondantemente dimenticato la scioccante vicenda. Successivamente, infatti, sostituisce Ventura sulla panchina del Napoli (guarda a caso, aveva fatto altrettanto a Cagliari), portando i partenopei prima in B, poi in A e, infine, in Coppa Uefa. Cellino, Lotito, Reja, persino Ventura. Cagliari-Lazio è anche uno strano intreccio di casi personali, di cose che potevano essere e non sono state, di personaggi diversissimi legati da un filo comune. Un filo rossoblù.

IVAN PAONE

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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