All'acqua gialla gli olbiesi erano già abituati, ma da qualche giorno dai rubinetti della case della città vengono giù sostanze pericolose: cloriti, ma anche quantità eccessive di ferro, alluminio e manganese
Quanto basta per spingere l'Azienda sanitaria a lanciare l'allarme e obbligare il sindaco a vietare l'uso dell'acqua. L'ordinanza riguarda tre quartieri della città: le zone di Isticadeddu e Baratta e la borgata di Murta Maria.
I DISAGI Bar e ristoranti sono in difficoltà: solo chi si è attrezzato con depuratori autonomi può continuare a lavorare. Molte altre attività sono costrette a organizzarsi con le autobotti e le cisterne. Altrimenti il rischio è quello di abbassare la serranda. Nelle case dei tre quartieri interessati dall'ordinanza del sindaco la situazione è difficile: anche per la doccia si è costretti a utilizzare l'acqua minerale. L'alternativa è quella di rifornire le cisterne e mettere in funzione l'autoclave. «Noi già da molti anni usiamo l'acqua minerale anche per cucinare - protesta Antonia Meloni, casalinga di via Trentino - La nostra è una delle poche città che non sono attrezzate per distribuire acqua potabile nelle case. Quella che sgorga dal rubinetto è quasi sempre gialla, mista a fango. Anche farsi una doccia è quasi un'azzardo». Il titolare del Café Veneto ha installato un impianto di depurazione: «Lo abbiamo realizzato già molti anni fa perché dalla rete arriva acqua imbevibile. Avevamo speso sei milioni di lire: un grosso sacrificio ma era indispensabile vista la situazione della rete idrica della città».
LE ANALISI I tecnici della Asl hanno eseguito una serie di rilievi in diversi punti della città e gli esami dei campioni hanno fatto rilevare la presenza di sostanze dannose. La situazione, secondo la relazione dell'azienda sanitaria, è a rischio in tutte le zone prese in esame:in via Marco Polo, in via Malta e nella frazione di Murta Maria. Eccessiva percentuale di cloriti nell'acqua che arriva nelle case di Baratta e Isticadeddu, ugualmente preoccupante la concentrazione di ferro, invece, salta fuori dalle analisi fatte a Murta Maria.
L'ACQUA DI TEMPIO In città viene venduta a otto centesimi al litro: nel piazzale del cimitero ieri le richieste erano maggiori del solito. Mauro Altana ogni giorno arriva a Olbia con cinquemila litri di acqua del Limbara: «I clienti non mancano: quotidianamente riusciamo a venderne millecinquecento litri, d'estate arriviamo anche a diecimila». In città ogni giorno arrivano quattro cisterne e cinque camion fanno la distribuzione dei bidoncini a domicilio. «Ci sono persone che da quindici anni comprano l'acqua da noi - aggiunge Mauro Altana - Quella che sgorga dal rubinetto nessuno la beve e nessuno la usa per la cucina».
NICOLA PINNA