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Cronache dalla Sardegna
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Cagliari, la rabbia del Sulcis
Gli operai bloccano la stazione

Prima il rumore dei caschetti da lavoro davanti alla Regione in viale Trento, poi l'occupazione di alcuni binari nella stazione ferroviaria di Cagliari. La rabbia degli operai dell'Eurallumina è riesplosa ieri, con tutta la tensione e l'esasperazione di chi non lavora da un anno e vede all'orizzonte altri dodici mesi di ammortizzatori sociali

E così, ancora una volta, la disperazione del Sulcis si è trasferita a Cagliari.

La giornata di protesta inizia di buon mattino: intorno alle 9 circa 150 lavoratori partono in corteo da Portovesme, destinazione il palazzo regionale di viale Trento. Le automobili in corteo rallentano il traffico sulla 130, poi una volta giunti davanti alla Regione gli operai intonano slogan e cominciano a sbattere i caschetti da lavoro sulla strada.

INCONTRO CON L'ASSESSORE Intorno alle 11 i delegati sindacali vengono ricevuti dall'assessore regionale all'Industria Sandro Angioni: vogliono fare il punto della situazione in vista del prossimo incontro al ministero dello Sviluppo economico. «Ma è stato un appuntamento assolutamente disastroso - dice Sergio Murenu, delegato della Filctem Cgil - rispetto al vertice del 2 marzo abbiamo perso nove giorni preziosi per programmare l'incontro fondamentale al ministero».

OPERAI DELUSI Serpeggia forte delusione tra i sindacalisti e i lavoratori: «La Regione avrebbe dovuto convocare la Provincia, l'azienda per sentire i suoi progetti, e i comuni per capire la loro posizione sul bacino - dice Bruno Pinna, delegato della Femca Cisl - invece nulla di tutto questo è stato fatto. Non possiamo continuare con gli incontri interlocutori». Quando la delegazione sindacale esce dall'incontro con l'assessore, esplode la rabbia e la delusione degli operai.

CORTEO A CAGLIARI Da viale Trento alla stazione ferroviaria marciano in corteo, rallentando il traffico, poi per quasi un'ora bloccano la partenza dei treni, occupando due binari. «Per il futuro ci auguriamo maggiore consapevolezza e serietà da parte della Regione nell'affrontare la vertenza», dice Roberto Puddu, segretario della Cgil del Sulcis. Per Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl. «La cassa integrazione deve vedere impegni precisi da parte dell'azienda, intanto tutti i soggetti sono stati convocati per il 16 dal comitato interassessoriale in vista dell'incontro al ministero del 18». Per sabato in fabbrica è prevista un'assemblea aperta, con lavoratori, politici ed enti locali.

CONSORZIO INDUSTRIALE Intanto il Consorzio industriale provinciale di Portovesme sta elaborando una soluzione per il bacino dei fanghi rossi, una delle questioni più spinose nella vertenza Eurallumina. L'idea del Consorzio è quella di ampliare il bacino già esistente, allungandolo con una lingua di sabbia (ricavata dalle sabbie dragate dal porto) su cui poi dovrebbe sorgere il nuovo sito. Insomma le sabbie dragate dal porto potrebbero essere utilizzate come una sorta di piattaforma, un prolungamento della terraferma per accogliere gli scarti dell'Eurallumina.

FANGHI ROSSI Con questa tecnica si potrebbe ricavare un'area in grado di accogliere fanghi rossi per circa vent'anni. «Si prolungherebbe il bacino già esistente - dice Aldo Gadoni, direttore tecnico del Consorzio - e si incapsulerebbe il primo bacino, risolvendo i problemi di tenuta». Coniugando il dragaggio del porto con l'individuazione del sito per i fanghi rossi. «Questa è l'unica soluzione possibile - dice Pierfranco Gaviano, presidente del Consorzio Industriale - anche per togliere alla Rusal l'alibi del bacino». Una soluzione condivisa anche dall'azienda e che deve essere discussa dagli enti locali interessati.

ANTONELLA PANI

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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