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Politica
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Elezioni regionali, caos liste:
escluso anche Formigoni

Elezioni regionali, caos liste: escluso anche Formigoni REGIONALI: CAOS LISTE.

Lo scompiglio delle liste dopo il Lazio arriva in Lombardia. E investe proprio quella del governatore, Roberto Formigoni, presidente da 10 anni e in corsa per i prossimi 5. La Corte d'Appello di Milano ha accolto un'istanza dei radicali e ha deliberato la non ammissione della Lista per La Lombardia, di cui Formigoni è capolista, per invalidità di 514 firme.

"Faccio una scommessa: vincerò io le elezioni e le opposizioni dovranno ingoiare tutti gli insulti che hanno fatto", è stata la prima reazione di Formigoni, tranquillo e sicuro, che ha convocato una conferenza stampa al Pirellone ufficialmente per parlare della situazione del Lambro. Il governatore non ha dubbi: sarà fatta chiarezza e parteciperà alla competizione del 28 e 29 marzo. Quasi contemporaneamente, dall'altra parte della città, prendeva la parola anche il suo avversario, il candidato del centrosinistra, Filippo Penati. "I giudici approfondiranno e noi vigileremo perché le regole valgano per tutti e non ci siano pressioni indebite, se hanno i diritti per partecipare,benissimo, ma senza cambiare le regole, la legge è uguale per tutti". Alle 14,40 circa l'Ufficio Centrale della Corte d'Appello emette il suo verdetto sull'istanza presentata alle 8,30 di stamattina dalla Lista Bonino-Pannella. I radicali sospettano irregolarità nelle firme per sottoscrivere la Lista per la Lombardia, di cui è capolista Formigoni, e su quella di Penati. Anche su quest'ultima vengono trovate irregolarità (173 firme), ma le firme sono ugualmente sufficienti. La Corte di Appello boccia invece la lista di Formigoni. Le irregolarità sono mancanza del timbro tondo sui moduli (126 firme), mancanza data autenticità (121), mancanza luogo autenticità (229), mancanza qualifica autenticante (28). In tutto 514 sottoscrizioni non valide su un totale delle 3935 presentate. Il numero di sottoscrittori è passato quindi a 3421, inferiore al minimo di legge che è 3500. Scoppiano le polemiche, il mondo politico si agita. Vengono convocate conferenze stampa. La non ammissione della lista 'Per la Lombardià di Roberto Formigoni, inoltre, "fa cadere" anche le liste provinciali di tutta la regione collegate alla lista del candidato presidente, il cosiddetto 'listinò, come spiega l'Ufficio centrale regionale della Corte d'Appello. "Ribadisco che non ci sono problemi perché tutte le liste che abbiamo presentato sono valide" ribadisce Formigoni che mostra una serie di sentenze del consiglio di Stato, secondo il quale non sarebbero necessari 'i timbri e gli orpelli a cui qualche opposizione ha fatto ricorso". Intanto si muovono i tecnici e gli esperti.

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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