Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Lo si apprende da fonti di governo. Restano da definire le ‘misure compensative’ per i territori. Ci sarà un’autorithy per la sicurezza delle centrali
Il via libera di palazzo Chigi arriva dopo il parere positivo, sia pure con osservazioni e precisazioni, delle commissioni parlamentari competenti e del Consiglio di Stato. Con un nodo: quello dei 'bonus economici’ alle aree che ospiteranno i siti. E con un'incognita: dopo il 'no’ delle Regioni, infatti, non c'è tempo per il passaggio in Conferenza Unificata Stato-Regioni, prevista per domani, e dunque già dopo il 'via libera’ del Consiglio dei ministri. Altro passaggio atteso nei prossimi giorni, quello relativo allo statuto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare: si attende la firma del ministero dell'Economia, che affiancherà quella del ministro Claudio Scajola, per poi procedere nell'iter che porterà alla nomina dei vertici della nuova autorithy. Il conflitto tra istituzioni aperto dal mancato passaggio in Conferenza Unificata comunque porta le Regioni ad attaccare a testa bassa. E viene evidenziato anche dal Consiglio di Stato nel suo parere: la risposta della Conferenza unificata, spiega Palazzo Spada, "è un atto prodromico essenziale per l'esercizio" della delega al Governo, prevista dal ddl Sviluppo, nell'individuazione dei siti. Il conflitto è reso più aspro dal fatto che sulle misure per il nucleare pendono, inoltre, alcuni ricorsi 'incrociatì alla Consulta: 11 Regioni hanno impugnato il ddl Sviluppo, mentre il Governo ha portato davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che escludono la possibilità di centrali sul loro territorio. Dal Consiglio di Stato, intanto, arriva il parere positivo al decreto del Governo. Sia pure con alcune precisazioni. A partire dalle misure compensative per le aree in cui sorgeranno le centrali. Misure che - si legge nel parere - sono "di difficile interpretazione". Le disposizioni sui 'bonus economicì, insomma, andrebbero "riformulate in maniera più chiara e coordinata". Sullo stesso punto le commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, che hanno dato l'ok al decreto, chiedono di intervenire per assicurare le misure compensative ai Comuni fino a 40 chilometri di distanza dal perimetro degli impianti di produzione elettrica e fino a 20 nel caso di impianti per la produzione di combustibile nucleare. Per il Consiglio di Stato, inoltre, i Comuni vanno anche coinvolti di più nei processi decisionali: i municipi potrebbero essere "almeno sentiti", assieme alle Regioni interessate, sui siti che verranno certificati per il nucleare. Il Consiglio di Stato punta anche l'accento sull'eccessivo utilizzo di acronimi e parole straniere come 'target', che rende di difficile interpretazione il testo normativo. Il 'via liberà al decreto arriva anche dalla commissione Ambiente del Senato, che chiede di prevedere spazi nel palinsesto Rai per una campagna di informazione sull'energia atomica. Sul fronte del mercato energetico, intanto, oggi sono arrivati anche i dati di Terna sui consumi elettrici, che dopo un 2009 di forti cali mostrano a gennaio una tenuta della domanda su base annua, e addirittura un incremento dell'1,1% rispetto a dicembre scorso.