L'allenatore rossoblù: ho rivisto la partita, la squadra non ha giocato male contro un avversario fortissimo. Un futuro alla Juve? "Resto al Cagliari, discorso chiuso"
Cagliari bocciato all'esame di Inter? Macché, promosso. Parola di Massimiliano Allegri, un po' stordito (ma l'espressione che usa è più colorita) per la febbre che da sabato sera non lo lascia in pace e che gli ha impedito di partecipare alla “Domenica Sportiva”, spunto utilizzato da Mourinho per una frecciata: «Ha lasciato sola la squadra sconfitta per andare in televisione, io non lo avrei mai fatto». Goccia di veleno alla quale Allegri oppone un inglese “no comment”, in chiusura di conferenza stampa del martedì, ad Assemini, grigio e umido come non mai. «Non mi va di polemizzare, anche perché, da buon livornese, se mi prende la mano altro che noioso divento».
E, allora, torniamo al calcio giocato, a quei novanta minuti che hanno sbiadito l'immagine del Cagliari, travolto 3-0, a secco di gol dopo diciotto partite, battuto dopo sei risultati utili consecutivi. «Sbiadito per niente», insorge il signor Max. E snocciola i dati: «La squadra è stata propositiva, ha tirato undici volte in porta, si è disimpegnata bene in tutte le circostanze, ha cercato il gol della bandiera anche quando era sotto di tre reti».
Quindi - è la sostanza del discorso del tecnico rossoblù -niente processi sommari, anche se l'atto di accusa viene dai piani alti, quelli presidenziali, per intenderci. «Il presidente», dice conciliante Allegri, «sa bene che il momento è decisivo, che possiamo fare il salto di qualità. Ci fa sentire il fiato sul collo, come è giusto». Quindi, nessuna incapacità di gestire le sconfitte? «Nessuna». Neanche un'ombra di malumore? «Neanche un'ombra». Punto e a capo.
Parliamo di Allegri oggetto del desiderio della Juventus? «No, perché resto al Cagliari e con questo è chiuso il discorso».
Apparentemente, la battuta d'arresto di San Siro non ha lasciato strascichi («anche se non vi nascondo che mi secca perdere»), perché la squadra, pur tra qualche errore, ha mostrato le qualità di sempre: «Impegno, volontà, determinazione. Pazienza, se non siamo stati premiati e se gli episodi sono stati tutti sfavorevoli. Dal doppio rimpallo che ha permesso a Pandev di segnare il primo gol dopo il tiro sbagliato di Eto'o, dall'errore dell'arbitro che ha annullato il gol regolare di Matri, per finire con la paratona di Julio Cesar su Nenè». Ergo, vista e rivista la partita, Allegri emette la sentenza: «Non abbiamo giocato male».
Niente paura, quindi, in vista del doppio impegno casalingo con Bari e Parma. «Sarà il solito Cagliari, con le sue qualità, che gli hanno permesso di disputare sinora un torneo sufficiente», chiosa Allegri, usando un inaspettato understatement , anch'esso di stampo inglese. E, soprattutto, con il solito, grande obiettivo: «I quaranta punti che ci garantiranno la salvezza. Questo ci tocca fare, non altro». Amen.
IV. P.