Un trafficante aveva ordinato un gommone da 700.000 euro per trasportare la droga dalla Spagna alla Sardegna. Ma era stato arrestato prima. L'imbarcazione, neanche immatricolata, è stata confiscata. Secondo la legge deve essere destinato a lavori socialmente utili
Nuovo di zecca, mai usato, neanche immatricolato: quindici metri di lunghezza, chiglia rigida, motori potentissimi. Il gommone è stato costruito in un cantiere nautico di Sabaudia, è stato pure pagato, 700.000 euro, e mai ritirato. Per il semplice motivo che l'acquirente è stato arrestato per traffico di sostanze stupefacenti. Sì, perché quel gommone era stato comprato per uno scopo ben preciso: attraversare in poche ore il mare che separa la Spagna dalle coste sarde dopo essere stato imbottito di droga.
Ma le forze dell'ordine sono arrivate prima. Il proprietario è finito in galera e il gommone è stato sequestrato, poi, al termine del processo, confiscato. Questo significa che è stato acquisito al patrimonio dello Stato.
Nel frattempo è ancora lì, controllato da un custode nominato dal Tribunale nel cantiere dov'è stato costruito, ed è un peccato tenere ferma un'imbarcazione come quella, che non è stata neppure immatricolata. Potrebbe servire alla Guardia di finanza come alla Capitaneria di porto ma la legge dice che potrebbe essere consegnato pure ad associazioni private che si occupano di volontariato, di lavori socialmente utili. Potrebbe insomma essere dato in uso a una comunità. La decisione non è stata ancora presa, in questi giorni gli interessati si stanno facendo avanti negli uffici della Procura della Repubblica o direttamente in Tribunale, all'ufficio esecuzione.
Il gommone è stato scoperto per caso: il telefono del trafficante di droga era sotto controllo. Così la Guardia di finanza ha saputo che Diego Gortisa, 59 anni di Trieste, la cui dichiarazione dei redditi era pari a zero, aveva ordinato in un cantiere di Sabaudia un gommone. Ma non un gommone qualsiasi bensì un natante di quindici metri con chiglia rigida e motore super potente. Costo finale: 700.000 euro, quasi interamente versati al costruttore. Quando il trafficante è finito in cella e poi condannato dal Tribunale di Cagliari per un vasto traffico di droga tra la Spagna e la Sardegna, l'imbarcazione non era stata ancora ritirata. I rappresentanti delle forze dell'ordine sono andati a parlare col titolare del cantiere laziale e hanno accertato che il gommone era lì, fermo, mai utilizzato, neppure immatricolato.
A quel punto è scattato il sequestro e poi la confisca: il giudice dell'esecuzione ha nominato un custode e, per il momento, l'imbarcazione è in secca. Poiché la confisca prevede che il bene possa essere destinato alle forze dell'ordine ma anche ad associazioni di volontariato o cooperative che svolgano lavori socialmente utili, ecco che in questi giorni si stanno valutando le richieste non solo di pubbliche autorità ma anche dei privati che svolgano attività utili per la società.
MARIA FRANCESCA CHIAPPE