C'è di nuovo aria di divorzio, tra Regione e Ryanair, per i voli su Alghero. La compagnia irlandese alza la posta e chiede altri 5 milioni di incentivi pubblici per confermare le rotte internazionali, la Giunta risponde picche
Il rischio di un divorzio tra Ryanair e Alghero è di nuovo in pista. Per salvare il matrimonio una via ci sarebbe, indicata dalla compagnia irlandese: la Regione apra la sua cassaforte e metta sul piatto altri 5 milioni di euro. Oltre quelli (attorno ai 7 milioni, parrebbe) già assicurati per il 2010 per Alghero e Cagliari dalla Regione. All'irrigidimento dell'assessore ai Trasporti Liliana Lorettu («No ai giochi al rialzo») Ryanair risponderà disertando la “Cabina di regina” convocata per martedì per pianificare la stagione turistica. Impossibile conoscere la posizione della compagnia. L'ufficio stampa nazionale, che ha sede a Milano, contattato alle 11.30 di ieri, a tarda sera non aveva ancora comunicato se Ryanair avrebbe commentato - o meno - la vicenda. Solo silenzio.
LO SCENARIO I finanziamenti pubblici per le compagnie low cost non sono una novità. In Sardegna iniziano una decina d'anni ad Alghero, finendo poco dopo nel mirino di Bruxelles. La Commissione europea ha classificato gli incentivi economici come aiuti di stato, aprendo un contenzioso con la società di gestione dello scalo algherese, la Sogeaal, i cui effetti pesano ancora. Per aggirare l'ostacolo, nel 2008, la Giunta Soru ha stanziato 8,2 milioni per i tre scali sardi «per iniziative di promozione relative ai collegamenti effettuati sulle rotte internazionali europee». Un sistema legale per arrivare allo stesso obiettivo: sostenere le compagnie low cost che, con le sole tariffe praticate, non vedrebbero ripagati gli sforzi nell'assicurare collegamenti con decine di nuove destinazioni. Ma il sistema non deve sorprendere: anche la continuità territoriale aerea, garantita dalle compagnie tradizionali, ha beneficiato di sovvenzioni pubbliche.
LA CONFERMA L'attuale Giunta regionale ha confermato l'impegno, anche se non si conoscono ufficialmente gli importi. Si parla di quasi 7 milioni, da investire in co-marketin. Alla fine della scorsa estate Ryanair annunciò il suo disimpegno internazionale su Alghero, con un rilancio su Cagliari. Una minaccia rientrata l'8 ottobre: il blitz a Dublino del presidente Ugo Cappellacci e del sindaco della città catalana Marco Tedde si chiuse con una stretta di mano con il numero due di Ryanair, Michael Cawley . Con l'impegno, è evidente, di un intervento economico pubblico. Anche perché, spiegò Cawley a porte chiuse, con una percentuale di riempimento sotto il 70%, un volo da e per la Sardegna è antieconomico.
CABINA DI REGIA Tutto a posto? Macché. Ryanair ha messo sul piatto altri 5 milioni per volare su Alghero da molte città europee, oltre ai 7 milioni già garantiti. Davanti al «no» regionale, Ryanair ha annunciato che martedì non parteciperà alla Cabina di regia sui trasporti aerei, convocata dall'assessore Lorettu. «Nessuna posizione monopolistica di un singolo vettore può essere sovvenzionata con giochi al rialzo», è la dura risposta dell'assessore. La Regione ribadisce l'importanza di Ryanair per la Sardegna ma, preso atto del rifiuto e, «non volendo sottostare a dinamiche vessatorie», conferma l'incontro di martedì, cui risponderanno presente altre compagnie low cost, a partire da EasyJet, «interessate a garantire e incrementare le rotte attualmente esistenti nel sistema aeroportuale della Sardegna».
LE REAZIONI Ad Alghero, e non solo, è allarme rosso. «Anche perché», dice chiaro chiaro Massimo Cadeddu , presidente della Confcommercio, «ci siamo dimensionati , come imprese, ad accogliere i turisti anche nei mesi invernali». Misura le parole il sindaco Marco Tedde . «È una questione da trattare con fermezza, ma anche con cautela e spirito costruttivo. Tenendo sempre a mente», aggiunge il sindaco, «che di mezzo c'è lo sviluppo dell'intero territorio». «Da sardo mi dispiaccio per la mancanza di rispetto di Ryanair, che non si presenterà martedì alla cabina di regia», dice Mario Peralda , direttore generale della Sogeaal da poco più di un mese. In veste di manager della società aeroportuale, Peralda aggiunge che «in quest'azienda Ryanair ha sempre più guadagnato che dato». Il direttore generale evidenzia ancora che la società ha ereditato contratti che non danno alcuna garanzia sul mantenimento dell'operativo da parte di Ryanair. Insomma, «loro unilateralmente possono decidere di andare via. Nemmeno un matrimonio dura una vita, ma qui non ci sono certezze nemmeno per un anno».
L'APPELLO Massimo Cadeddu rilancia. «Mi auguro si possa trovare una soluzione a prescindere dai denari. Ryanair ha con la Sardegna un rapporto socio-economico e sottolineo socio». Se la compagnia irlandese dovesse volare via, «sul campo», dice Cadeddu, «si vedrebbero molti morti e feriti. Mi auguro si trovi una soluzione».
EMANUELE DESSÌ