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Cronache dalla Sardegna
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Quartu, l'orco era il papà
Condannato per 7 anni di abusi

Un uomo di Quartu è stato condannato a dieci anni di reclusione per aver violentato la figlia per sette anni. L'imputato ha sempre respinto tutte le accuse ma il gup di Cagliari ha valutato attendibile il racconto del ragazzina.

Non era in aula quando il giudice ha pronunciato la sentenza di condanna, dieci anni di carcere: la giovanissima vittima di quel padre snaturato ha aspettato a casa la decisione. Troppo brutto quello che le ha fatto per vederlo ancora. Non era in aula la ragazzina e non c'era neanche la madre, che giusto per costituirsi parte civile, nella prima udienza, ha accettato di sedere in aula a due passi dall'ex marito.

Il gup di Cagliari Cristina Ornano ha accolto le richieste del pubblico ministero Rossana Allieri e ha inflitto una severa condanna all'imputato (il giornale non pubblica il nome a tutela della vittima), accusato di aver violentato la figlia. Dieci anni di reclusione, dunque, più centomila euro di provvisionale, l'interdizione dai pubblici uffici e l'esclusione dalla potestà genitoriale. E pure la sospensione dei termini di custodia cautelare nei 90 giorni che serviranno per motivare la sentenza.

L'imputato, un uomo di 52 anni di Quartu, si è sempre protestato innocente: la ragazzina si sarebbe inventata tutto. Tanto che il suo difensore, l'avvocato Massimo Orgiana, ha chiesto l'assoluzione perché il fatto non sussiste. Invece il giudice ha valutato attendibile il racconto della ragazzina, assistita dall'avvocato di parte civile Annamaria Busia: i genitori erano separati, la bambina viveva con la madre ma frequentava il padre assiduamente. Aveva cinque anni, non andava ancora a scuola. La prima volta che il padre le mise le mani addosso non aveva capito. E neanche la seconda. Troppo piccola. Non capiva neanche quando dai toccamenti il padre passò ad altro. Mai con la forza, mai con la violenza fisica. Tutte le volte arrivavano regalini, abiti, giocattoli. L'insidia peggiore.

È andata avanti così, sempre peggio, per sette lunghissimi anni. Poi, all'improvviso, il padre ha smesso di cercarla. Ma lei non ha mai parlato, con nessuno. Intanto cresceva e l'adolescenza è un'età difficile per tutti ma i suoi 14 anni erano troppo nervosi, aggressivi, soprattutto in casa, soprattutto nei confronti della madre. Che, a quel punto, si è rivolta ai servizi sociali per un sostegno psicologico, un supporto nell'educazione della figlia che non riusciva più a capire. E la ragazzina si è presto confidata: il padre l'ha violentata a lungo, ricordava bene la prima volta perché coincideva con l'inizio della scuola, la prima elementare. Anche tutto il resto è rimasto ben impresso nella sua memoria, ogni dettaglio: la casa, le donne che la frequentavano, tutto.

Gli assistenti sociali hanno informato immediatamente la madre della ragazzina che non ha perso un attimo e si è recata dai carabinieri a sporgere denuncia contro l'ex marito.

L'indagine, coordinata dal sostituto Rossana Allieri della Procura della Repubblica di Cagliari, nel giro di pochi mesi ha portato all'arresto del padre snaturato che da allora, un anno e mezzo fa, è in carcere. E da detenuto ha assistito al processo. Ha chiesto il rito abbreviato l'uomo e ora, nonostante lo sconto di un terzo previsto dal rito, dovrà scontare dieci anni di carcere. (mfch)

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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