Il meccanismo della frode prevedeva che le diverse società, tutte facenti capo alle stesse persone o comunque gestite in maniera coordinata, attestassero formalmente da una parte la titolarità dei terreni su cui avrebbero dovuto sorgere i parchi eolici e dall'altra le disponibilità finanziarie da destinare al progetto.
La titolarità dei terreni, all'atto della richiesta di contributo, era certificata da false attestazioni. Per quanto riguarda l'aspetto finanziario, la frode avveniva attraverso un complicato meccanismo in base al quale il 'gruppo' mostrava una maggiore capacità di fondi della società che in quel momento stava chiedendo il contributo, attraverso fittizie assegnazioni di capitali provenienti dall'estero (in massima parte dal Regno Unito). In realtà tali fondi corrispondevano all'importo del contributo già ottenuto da un'altra impresa, trasferito, non appena erogato, nella disponibilità della nuova società che andava ad accedere al contributo. In seguito alle indagini del Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino, corroborate da numerose acquisizioni di documenti ad Avellino, Roma, Napoli, Milano, Taranto, Enna ed Alcamo, nonchè dagli esiti di rogatorie internazionali condotte in Olanda, Spagna ed Inghilterra, la Procura della Repubblica di Avellino ha disposto negli ultimi tempi diversi sequestri preventivi d'urgenza, sia di contributi già finanziati, sia di parchi eolici in otto comuni nelle province di Catania, Siracusa, Sassari e Palermo, dove erano già state montate le turbine. In tutti i casi scoperti la disposizione legislativa violata è la legge 19 dicembre 1992 nr. 488 che costituisce il principale strumento giuridico italiano per il cofinanziamento delle misure di aiuto dell'Unione Europea (previste nel quadro comunitario di sostegno per le aree 'Obiettivo 1 - Regione Campanià), che ha lo scopo di stimolare l'attività produttiva delle aree depresse del Paese e favorire l'attuazione di progetti d'investimenti da parte delle imprese operanti nei settori del commercio, del turismo, dell'industria e dei servizi in genere. Gli incentivi alle imprese richiedenti vengono concessi dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso bandi di gara. Nella concessione dei finanziamenti il Ministero si avvale di una banca concessionaria, scelta dall'impresa richiedente, cui viene attribuito il potere-dovere di effettuare l'istruttoria e le valutazioni economico-patrimoniali relative all'affidabilità imprenditoriale dell'impresa richiedente, con potestà di operare in nome e per conto del Ministero.