Sotto di una rete per gran parte della partila i milanesi raggiungono e superano gli ucraini in due minuti uscendo dal gelo di Kiev con una vittoria che vale oro in classifica. Prova di forza per la Fiorentina che liquida con un secco 5 a 2 gli ungheresi del Debrecen
DINAMO KIEV - INTER - Incredibile Inter che, sotto di un gol (Shevchenho) a tre minuti dalla fine ha prima pareggiato con Milito e poi vinto addirittura con un gol del redivivo Snejider, insediandosi in testa nel girone. Serata epica e vittoria di Mourinho al nono tentativo. Ma anche serata indimenticabile in cui è successo di tutto. La maledizione di Champions pare quindi finita a Kiev per l'Inter, che non vinceva da otto partite (un anno) e finalmente ha conquistato tre punti decisivi sul campo della Dinamo, che l'aveva messa in difficoltà a San Siro e qui nel primo tempo. Nella ripresa il tecnico portoghese ha azzeccato i cambi e il miracolo è avvenuto. I nerazzurri hanno potuto così celebrare con un successo importantissimo il centenario dalla nascita di Angelo Moratti, il papà di Massimo, e adesso la qualificazione è molto vicina. L'Inter ora è prima nel girone, anche se ci sono due partite da disputare contro Rubin e Barcellona che hanno pareggiato a Kazan. In classifica i nerazzurri hanno 6 punti, Barcellona e Rubin 5, Dinamo 4. Certo, Mourinho ha avuto diversi problemi pure in questa vigilia, a causa delle condizioni fisiche di Muntari e Balotelli, relegati in panchina ed entrati nella ripresa. Epperò il tecnico nerazzurro ha recuperato in extremis Sneijder (uomo rivelatosi poi decisivo con assist e gol) e ha potuto schierare tutti i titolari. L'allenatore ucraino Gazzaev, vista la buona partita di San Siro, non ha fatto cambiamenti rispetto alla partita d'andata. L'Inter, sotto pressione per l'esigenza di fare il risultato, ha cercato di riversarsi subito in avanti, ma la Dinamo, dopo un bel tiro alto di poco di Sneijder (2') su imbeccata di Milito, ha tentato di schiacciare i nerazzurri nella propria metà campo, lasciando quache spazio che la squadra di Mourinho ha sfruttato solo una volta, al 17', con lancio di Milito a Etòo che da destra ha sparato alto di poco. Il camerunense è apparso veloce, e pericoloso, ma la difesa ucraina ha saputo chiudersi impedendo ai nerazzurri di trovare il tiro. Anzi, è stato l'ex milanista Shevchenko a colpire al 21', su un'azione susseguente a una rimessa laterale da destra: Sheva di sinistro ha piazzato, grazie a una deviazione di Cambiasso, il pallone a spiovere sotto la traversa, approfittando del fatto che J.Cesar era fuori porta. A questo punto l'Inter ha perso un pò la testa e si è vista qualche errore, qualche episodio di nervosismo: Lucio si è buttato in avanti generosamente, ma commettendo qualche errore in fase difensiva. Giocare discretamente e trovarsi sotto di un gol a metà tempo, non è stata una cosa simpatica per l'Inter che evidentemente in Champions non ha lo stesso piglio autoritario del campionato. Mou così ha rivoltato l'Inter come un calzino: nella ripresa in campo Balotelli (bene) e T. Motta (non eccezionale) al posto di Cambiasso e Chivu. Così Zanetti ha fatto il terzino, Balotelli è partito largo ed è andato al tiro. L'Inter con tre punte e mezza. La Dinamo è apparsa un pò in difficoltà, anche se al 16' Ninkovic ha tirato di poco fuori. Comunque si è giocato stabilmente davanti alla porta ucraina: al 19' Etòo di testa su angolo di testa ha messo fuori a pochi passi dalla linea. Poco dopo Balotelli di esterno destro, solo davanti al portiere, ha toccato fuori. Insomma, un assedio vero e proprio. Etòo al 33' su lancio di Sneijder ha messo fuori da ottima posizione, anche se c'è stata una deviazione. Mourinho ha tentato l'ultima mossa: Muntari al posto di Samuel e Inter molto sbilanciata, correndo qualche pericolo e giocandosi il tutto per tutto contro una Dinamo esausta, ma capace di qualche colpo di coda nel finale. Poi al 42' Sneijder ha messo da sinistra, una palla per Milito e il "principe" ha insaccato sulla sinistra di Bogush. Visto il crollo della Dinamo, l'Inter è andata addirittura a vincere al 44': Muntari ha tirato, Bogush non ha trattenuto, Milito ha tirato da destra vicino il palo, il portiere non ha trattenuto ancora e Sneijder ha insaccato di forza. Incredibile ma vero. Mourinho e tutta l'Inter esultano. La Champions è l'obiettivo primario del suo ingaggio all'Inter e Moratti vuole rientrare nel grande giro. Forse il vento è cambiato davvero.
FIORENTINA - DEBRECEN - Nessun problema per la Fiorentina che si sbarazza del Debrecen e vede adesso la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League come una pura formalità, visto che si attende solo l'aritmetica. Battuta 5-2 la formazione ungherese ed è un successo limpido, più di quanto non dica il risultato e con un unico intoppo, ovvero l'immeritato momentaneo pareggio di Rudolf. Per il resto viola spettacolari, grandi giocate e gol di ottima fattura. Prandelli deve fare a meno di Frey, out a causa di una distorsione al pollice della mano sinistra; in porta Avramov, niente da fare neppure per Jovetic. In difesa a sinistra Pasqual viene preferito a Gobbi. Regolarmente in campo Adrian Mutu piazzato nel tridente dietro Gilardino punta più avanzata. Herczeg recupera Luis Ramos, non al meglio della condizione; folto il centrocampo con Rudolf unico riferimento in avanti; gli indisponibili sono Feczesin e Meszaros. Parte bene la Fiorentina che impone il suo ritmo e cerca subito la via del gol. Al 5' la prima occasione del match è per Mutu che parte da sinistra, fa fuori due avversari, entra in area e mette in mezzo, ma è provvidenziale la chiusura di un difensore. Poco dopo su cross dalla sinistra di Pasqual, colpo di testa di Dainelli di poco a lato. Dopo appena 10' il Debrecen è costretto al primo cambio con il difensore Komlosi che deve lasciare il posto a Kiss. Al 13' Vargas approfitta di una respinta di testa di Szelesi, stoppa il pallone di petto e con un gran sinistro al volo manda di poco fuori. Al 14' Fiorentina in vantaggio: Marchionni va via sulla destra, crossa al centro dell'area per Mutu che indisturbato infila Pantic di testa in tuffo. Il Debrecen non sembra in grado di potere impensierire in alcun modo i viola e non c'è traccia della formazione intraprendente vista davanti al proprio pubblico lo scorso 20 ottobre.Al 26' ci prova Czvitkovics con un diagonale da sinistra, Avramov para a terra senza problemi. Poco dopo colpo di tacco al volo di Laczko, ma la palla finisce abbondantemente a lato. Al 34' si deve arrendere Gamberini, già in dubbio alla vigilia, per uno stiramento e al suo posto entra Kroldrup. Al 35' Fiorentina ancora vicina al gol: angolo di Vargas e colpo di testa di Gilardino che scheggia la traversa. Al 39' gli ungheresi trovano quasi fortuitamente il pareggio: Leandro crossa da sinistra, Kroldrup non ci arriva, mentre Rudolf sì e con un destro in acrobazia infila il pallone all'angolino. Ad inizio ripresa dentro Montolivo per Zanetti. Il meritatissimo vantaggio arrivo al 7': cross dalla destra di Comotto per Dainelli che di testa anticipa Pantic, uscito a vuoto, e insacca. Subito dopo il tecnico del Debrecen inserisce una seconda punta Coulybaly al posto di Ramos. Tutto inutile perché la Fiorentina è padrona del campo e al 13' arriva il 3-1: cross dalla sinistra di Vargas per Gilardino che non aggancia, lo fa Montolivo che insacca di destro di controbalzo a fil di palo. Non è finita perché al 16' arriva il 4-1: azione corale tocco in verticale di Vargas per Marchionni che con un morbido pallonetto supera Pantic in uscita. La difesa viola si rilassa e al 24' il Debrecen va in gol con Coulybaly che su cross di Rudolf colpisce di testa indisturbato con Dainelli che si lascia superare dal pallone. Solo un fuoco di paglia: al 28' arriva il 5-2: punizione dalla trequarti di Vargas e colpo di testa di Gilardino che stacca più in alto di tutti e insacca. Al 31' ultimo cambio viola con Santana al posto di Vargas.