Un bel Milan riesce a strappare un utilissimo pareggio contro i campioni spagnoli.
La Juventus, grazie ad un guizzo di Camoranesi alla fine del primo tempo rilancia la sua corsa verso la qualificazione nel girone.
MILAN - REAL MADRID - Lo spettacolo non è stato il massimo, il Real è partito in quarta, ha segnato con Benzema, il Milan ha pareggiato su rigore, ma alla fin fine la volontà di non farsi reciprocamente male, anche se le squadre ci han provato. Altro che partita del secolo ! E' stata una partita discreta e nulla di più. Il Milan, con il pareggio contro il magno e miliardario Real, è rimasto con i madrileni la classifica del gruppo C di Champions League e adesso sarà necessario battere il Marsiglia per andare avanti. Un "miracolo" inimmaginabile sino a qualche settimana fa. Il che significa (anche) che si può fare a meno di Kakà, nel breve termine. Oh, certo, senza i gol di Cristiano Ronaldo, Ricardo Izecson dos Santos Leite (sembrano quattro ma è sempre uno, Kakà, applaudito) può non bastare, tanto che il Real non attraversa un gran momento. Ma c'è da dire che Leonardo, dopo un inizio molto deludente, ha sistemato meglio la squadra tatticamente e adesso sta raccogliendo i frutti del lavoro fatto. Nello scontro con i madrileni il tecnico rossonero ha recuperato Nesta in difesa, deve sulle linee esterne ha fatto affidamento su Oddo e Zambrotta. A centrocampo Seedorf, Pirlo e Ambrosini, davanti Borriello e non il veterano Inzaghi, con Pato e Ronaldinho a supporto: l'assenza iniziale di Superpippo (che ci sarà rimasto male, anche se è entrayto nel finale) è stata l'unica novità. Pellegrini ha puntato su Higuain (male), in attacco, con Kakà, Benzema(ottimo) e Marcelo a sostegno, lasciando fuori Raul (che si è visto negli ultinmi 15') entrato nel , cioè il giocatore più rappresentativo. Rispetto alla gara del Bernabeu ha schierato Arbeloa in difesa, avanzando Marcelo (niente Granero). Il Milan ha subito il Real per la prima mezzora, un pò come a Madrid, e gli spagnoli hanno spesso tirato nella speranza che Dida facesse il paperone: Marcelo, Diarra, soprattutto Benzema hanno messo in difficoltà la difesa rossonera con il loro ritmo e una certa fantasia. Benzema ha impegnato il portiere milanista al 6' (pallone smanacciato), al 20' (rasoterra a fil di palo) e dopo un break rossonero (24' lancio di Seedorf per Pato che ha fintato su Casillas e poi gli ha tirato addosso) , ha rotto l'equilibrio. Kakà (29') ha tirato basso da fuori area, Dida non ha trattenuto e la sua deviazione sulla destra è stata raccolta dal francese che ha insaccato in diagonale. Vantaggio meritato perché il Milan aveva fatto vedere poco o nulla e il centrocampo, lento e poco combattivo, aveva lasciato la difesa in balìa dei madrileni. Il gol ha scosso i rossoneri che hanno pareggiato nel giro di cinque minuti con una bella azione Ronaldinho-Borriello-Zambrotta, sviluppatasi sulla sinistra: il terzino ha tentato il traversone, ma Pepe avrebbe toccato di mano, inducendo il sicurissimo arbitro Brych (che dipingono come un emergente) a indicare il dischetto. Ronaldinho ha messo una bomba all'incrocio sulla destra di Casillas. Il Milan, ha cercato di sfruttare il momento favorevole: al 36' Pirlo ha lanciato Pato sul centro destra, il brasiliano ha superato Pepe commettendo fallo, secondo l'arbitro, e così il gol realizzato dal milanista con un diagonale a fil di palo alla destra del portiere madridista è stato annullato. Insomma un primo tempo in cui la squadra di Leonardo è apparsa inizialmente in difficoltà, ma poi si è ripresa nel finale. Piuttosto anonimo Pirlo, più propositivo Seedorf, buon lottatore Ambrosini, isolato Borriello (essenziale tuttavia in occasione dell'azione da cui è scaturito il rigore del pareggio), un pò pasticcione Pato, a sprazzi Ronaldinho. I rossoneri hanno cominciato all'attacco la ripresa e per la verità il Real è sembrato meno combattivo determinato : un tiro di Benzema deviato è stato l'unico tentativo della squadra di Pellegrini.Un colpo di tacco di Ronaldinho ha mandato in visibilio il pubblico, un tentativo malriuscito di Borriello di testa, un'uscita avventata di Dida, un rasoterra a fil di palo di Kakà, una rovesciata a vuoto di Borriello, gli ingressi di Raul, Inzaghi (un errore sotto porta al 380') e Van Nistelrooy per un finale senza grandissime emozioni, se non per due interventi di Dida su tiri di Marcelo. Non la solita patacca, ma qualcosa che le assomiglia perché in qualche modo si è combattuto.
MACCABI TEL AVIV - JUVENTUS - Niente scintille o esplosioni atomiche, dalla trasferta in terra israeliana la Juventus non chiedeva altro che una vittoria per avvicinarsi agli ottavi e scacciare il fantasma di Hamsik. Missione compiuta allora, perché la squadra di Ferrara, pur senza strafare, bissa l'1-0 di 15 giorni fa con il Maccabi e adesso, complice la vittoria del Bordeaux a Monaco di Baviera, "vede" la qualificazione. Decide il gol di Camoranesi al tramonto del primo tempo, forse nel momento migliore per l'Haifa. L'italo-argentino ha concretizzato, complice la deviazione di Keinan, un tiro-cross di Caceres ispirato da Diego. Ecco, la prestazione dell'ex Werder Brema, oltre a una discreta compattezza di squadra, sono le note più dolci in casa Juve, che rischia un paio di volte di subire il pari (super Buffon nel primo tempo) ma merita ampiamente la vittoria. L'approccio della Juventus è dei migliori. Con Diego ispirato da subito e al tiro (già al 6') e Amauri, lanciato da Felipe Melo: bravo Davidovitch, che si ripete al 10' sulla bella punizione di Diego. E' attorno al brasiliano che gira la Juve: il modulo non cambia (4-2-3-1), gli interpreti sì. Fuori Cannavaro, Grygera e Giovinco (affaticato dell'ultim'ora), oltre agli infortunati Sissoko, Marchisio, Iaquinta e Del Piero: giocano Caceres, Legrottaglie e Tiago (largo a sinistra), con Amauri unica punta. Camoranesi c'è, l'italo-argentino ha recuperato dopo il profondo taglio alla fronte che lo ha costretto a uscire dal campo con il Napoli. Col passare dei minuti la pressione bianconera si attenua e il Maccabi alza la testa, ispirato da Katan. E al 28' costruisce una clamorosa palla gol con Keinan. Ci vuole un doppio miracolo di Buffon.Gli isralieni crescono: il sinistro di Dvalishvili attraversa tutto lo specchio della porta (l'attaccante si ripeterà qualche minuto dopo, provvidenziale l'intervento di Caceres). Sul fronte opposto Diego ispira Amauri al 33' ed è ancora Davidovitch a salvare la propria porta. La partita si fa improvvisamente tesa, con scontri tra Felipe Melo e Culma (entrambi ammoniti, forse c'è una testata del brasiliano). Ma nel momento migliore del Maccabi, e quando ormai stava per concludersi il primo tempo, Diego serve nello spazio Caceres, che crossa di prima intenzione per Camoranesi, bravo a calciare di prima e fortunato nel trovare la deviazione di Keinan: 1-0 Juve, stavolta Davidovitch deve inchinarsi. Ghadir per l'infortunato Culma, questa la mossa (forzata) di Levi. Il Maccabi non incide, la Juve sì e segnerebbe anche il raddoppio ma Amauri è in (leggero) fuorigioco sulla punizione del solito Diego. Levi toglie anche Dvalishvili (scelta abbastanza discutibile) inserendo Rafaelov. De Ceglie per Tiago il primo cambio di Ferrara, con la Juve che onestamente appare in pieno controllo di fronte a una squadra tanto volenterosa quanto povera nei contenuti tecnici. Non è un caso che il Maccabi, rullo compressore in Israele, sia ancora inchiodato a quota zero sia nella tabella dei punti che in quella dei gol segnati in questa Champions. Scende il ritmo, Diego continua a dipingere calcio. Ma al 32' il Maccabi sfiora il pari: palla morbida sul secondo palo di Refaelov, Arbeitam e Ghadir la mancano di pochissimo. Brivido. Ma è l'ultimo per la Juve, che gestisce la gara e si porta a casa tre punti meritati. Boccata d'ossigeno purissimo per Ferrara, per il Maccabi è già finita.