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Politica
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Fini-Pdl: sfida sulla cittadinanza
Migranti, Maroni contro la Ue

Fini-Pdl: sfida sulla cittadinanza Migranti, Maroni contro la Ue Il presidente della camera Fini con il leader della Cisl Bonanni alla festa del Pdl di Milano

Si accende il dibattito sull'immigrazione all'interno del Pdl. E a rilanciarlo, ancora una volta, sono le parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini: Non accetto scomuniche, nemmeno a mezzo stampa"

Lo scontro si consuma a poca distanza, sugli spalti della festa del Pdl a Milano. Fini torna a parlare di immigrazione, in particolare di cittadinanza, insistendo sulla necessità di ridurre i tempi da 10 a 5 anni. Gli risponde il ministro dell'Economia Tremonti, che ha partecipato con Fini ed Enrico Letta a un dibattito sulla situazione economica: "Le sue posizioni sono generose e coraggiose e ne dobbiamo discutere. Ma è decisivo il fattore tempo, la cosa giusta nel tempo sbagliato può diventare sbagliata".

CITTADINANZA. Sull'immigrazione l'ex leader di An è stato come sempre chiaro, sottolineando che discutere della cittadinanza "non ha mai fatto male a nessuno". "Attendo di discuterne, non accento scomuniche preventive dagli organi di stampa e continuerò a porre la questione finché non mi si opporranno motivazioni valide". Il presidente della Camera insiste quindi sull'idea di ridurre i tempi per concedere la cittadinanza agli stranieri integrati dopo 5 anni. "Non ho la presunzione di essere condiviso, ma non accetto di passare per eretico o che si dica di non poter discutere del tema in quanto non scritto nel programma elettorale o non si sa bene dove".

LE REAZIONI. Sul tema della cittadinanza arrivano al presidente della Camera diverse precisazioni da esponenti del centrodestra. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, anche lui ospite della festa milanese: "Il Pdl deve discutere e poi decidere su questa questione. Ricordo che in Inghilterra c'era gente con la cittadinanza che poi faceva il terrorismo e in Francia organizzava le rivolte nelle banlieue". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa: "Apprezzo la chiarezza con cui Fini ha affrontato la questione, non apprezzo invece alcune proposte estreme di deputati del Pdl che sono state fatte con esponenti del Pd senza nessun dibattito interno: queste sono proposte di deputati che una volta si definivano peones. Dobbiamo fare amare l'Italia a quella che io definisco la "generazione Balotelli". Il problema del tempo per la cittadinanza lo vedremo poi".

I PARTITI. In precedenza Fini aveva difeso il ruolo delle Fondazioni e bacchettato i partiti: "Assomigliano a cartelli elettorali più che a luoghi in cui affrontare il futuro del Paese". Vede un rischio il presidente della Camera. Quello che i partiti continuino ad essere "luoghi deputati alla propaganda" e non trovino "forme di democrazia interna". Se così sarà le Fondazioni (una di queste, Farefuturo è ispirata dal presidente della Camera) continueranno "ad avere un ruolo rilevante per la crescita della politica". sere anche il serbatoio della futura classe dirigente".

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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