La Sardegna si avvia a battere un record negativo, anche rispetto al resto del Meridione: oltre 320 mila persone vivono sotto la soglia di povertà. L'allarme del segretario regionale della Cisl, Mario Medde
La Sardegna si avvia a battere un record negativo anche rispetto al resto del Meridione, eccettuata la Sicilia. Si tratta del numero delle persone al di sotto della soglia della povertà relativa. Lo ha dichiarato, in una nota, il segretario della Cisl, Mario Medde, secondo il quale "ormai si è vicini alle 320 mila unità che nell'Isola soffrono una condizione di indigenza economica". Da qui la necessità di una costante lotta alla povertà. "Non si può più perdere tempo per contrastare con misure efficaci il fenomeno delle vecchie e nuove povertà. Gli ammortizzatori sociali sono importanti, così come le misure assistenziali sinora varate dagli enti locali e dalla Regione. E' indispensabile - ha sottolineato Medde - istituire e rendere operativo l'Osservatorio sulle Povertà, avviare un programma sul micro-credito a favore delle famiglie e delle persone che ne hanno bisogno, istituire il reddito di cittadinanza collegato alla formazione, riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori, adottare un programma per il lavoro a favore dei giovani e degli over 50. L'Unione europea ha previsto che il 2010 diventi l'anno di lotta alla povertà su tutti i fronti. E' importante, però, che non si aspetti il 2010 per garantire un impegno adeguato per contrastare l'aumento delle povertà nell'Isola". La Cisl sarda - ha concluso Medde - ritiene che la Regione Sardegna possa dare risposte adeguate con la manovra finanziaria e di bilancio in discussione e destinare il 10% dell'intera manovra (circa otto miliardi di euro) per contrastare il fenomeno delle vecchie e nuove povertà. Nella riunione di mercoledì prossimo, fra Sindacati e Giunta regionale, la Cisl proporrà che la priorità e le maggiori risorse finanziarie vengano individuate per questi obiettivi.