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Cronaca Italiana
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Precari da 10 anni: protesta a Caserta
Marito e moglie minacciano di lanciarsi

Protesta questa mattina a Caserta da parte i due persone, marito e moglie, entrambi con incarico annuale nella scuola. I due hanno scavalcato una finestra dell'Ufficio scolastico provinciale, in via Ceccano, minacciando di lanciarsi nel vuoto.

I due, hanno spiegato a polizia e carabinieri, sono rimasti senza posto di lavoro. Entrambi hanno rinunciato all'incarico in una scuola di Brescia, perché alcuni sindacalisti, secondo il racconto dei due, avrebbero detto loro che sarebbero riusciti ad entrare in graduatoria a Caserta. Invece non sono riusciti ad avere l'assegnazione nel casertano e sono stati esclusi dalla graduatoria di Brescia, per rinuncia. Da qui la protesta che continua nonostante l'intermediazione della Prefettura di dirigenti della Provincia, di sindacalisti e di funzionari dell'Ufficio scolastico provinciale. Via Ceccano è stata chiusa al traffico e i Vigili del Fuoco hanno sistemato un materasso gonfiabile posto in corrispondenza del cornicione dal quale i due minacciano di lanciarsi

DA 10 ANNI PRECARI - Entrambi quarantenni, dipendenti amministrativi, due figli ed ora senza lavoro. Nicola Bovenzi e la moglie continuano la loro protesta. "Entrambi hanno alle spalle oltre dieci anni di nomine - spiega Enrico Grillo, segretario della Cgil Caserta - Per anni hanno lavorato a Brescia. Poi, facendo forza sul fatto che avevano molto punteggio, erano alti in graduatoria, nella cosidetta prima fascia e, quindi, in lizza per un'assunzione, hanno deciso di trasferirsi a Caserta, nella loro città, certi, in virtù dei loro curricula, di trovare lavoro. Ed invece non è andata così". "Del resto - precisa Grillo - noi del sindacato, da quando hanno approvato la finanziaria, non facciamo nient'altro che suggerire di trovare lavoro in altre province e non certo qui. Non è vero, quindi, che il sindacato ha suggerito loro di trasferirsi". Tra Caserta e provincia sono circa 350 i tagli che riguardano il personale Ata. "Abbiamo ottenuto dal prefetto di Caserta l'impegno a chiedere al commissario provinciale di attivare un tavolo di concertazione chiedendo dei finanziamenti provinciali per i posti di prima fascia - conclude - lo abbiamo detto a Bovenzi ma non sembra aver intenzione di terminare la protesta". Bovenzi, prima di andare a Brescia, gestiva a San Tammaro un'edicola di giornali, poi ceduta ai genitori. Nel 2002 fu protagonista insieme con altri di una protesta: s'incatenò perché il Comune non intendeva rinnovare il suo contratto a termine.

 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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