Una novità per certi versi clamorosa, visto che a fine giugno (lontano dai riflettori) un altro fraintendimento aveva rischiato di mandare a monte il paziente riavvicinamento delle ultime settimane, favorito da una nutrita squadra di mediatori
Sarà la volta buona? Dopo un'altra settimana di tensione e incomprensioni ieri sembra essere arrivata una svolta. Con due dichiarazioni distinte, infatti, il sindaco Emilio Floris e il presidente del Cagliari Massimo Cellino hanno assicurato di aver superato le divergenze che li hanno opposti in quest'ultimo anno e di essere pronti a varare il progetto per la costruzione del nuovo Sant'Elia. Una novità per certi versi clamorosa, visto che a fine giugno (lontano dai riflettori) un altro fraintendimento aveva rischiato di mandare a monte il paziente riavvicinamento delle ultime settimane, favorito da una nutrita squadra di mediatori.
SANT'ELIA È così morta sul nascere, soprattutto per volontà dello stesso Floris, l'ipotesi messa in campo dall'assessore regionale all'Urbanistica Gabriele Asunis: «Nel corso di un vertice col sindaco non nego di aver proposto un'alternativa - dice - perché ritengo che lo stadio potesse trovare una migliora collocazione in un'area extra-urbana». Magari nella piana di San Lorenzo, a un passo dalla 131, per lasciar spazio a servizi e strutture nell'area che oggi ospita l'impianto? Un'ipotesi bocciata sul nascere dal primo cittadino, che ieri è stato (per la prima volta, su questo argomento) nettissimo: «Lo stadio, così come è previsto dal Puc, vogliamo che resti a Sant'Elia. E sono disponibile a incontrare il presidente Cellino per capire se è pronto a partire con il suo progetto anche in tempi brevi - rivela - da questo vertice a quattr'occhi sono certo che scaturirà un immediato confronto tra i nostri tecnici e quelli dell'amministrazione, per individuare i termini dell'accordo da mettere in campo».