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Economia
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Istat, deficit record a 9,3%
Scendono le entrate e sale la spesa

Istat, deficit record a 9,3% Scendono le entrate e sale la spesa Euro (foto: Internet)

Il rapporto tra deficit e Pil nel primo trimestre si è attestato al 9,3%. Lo riferisce l'Istat, ricordando che nel primo trimestre 2008 era stato del 5,7%.

Inizio d'anno in salita per i conti pubblici italiani: il rapporto tra deficit e prodotto interno

lordo nel primo trimestre 2009 ha toccato un livello record, attestandosi al 9,3%. Non si è mai registrato un dato così negativo almeno dal 1999, anno in cui è cominciata la serie

statistica sull'indebitamento delle pubbliche amministrazioni.

IL QUADRO. Calano le entrate e cresce la spesa. Il quadro che esce dal Conto economico trimestrale delle pubbliche amministrazioni, reso noto oggi dall'Istat, appare tutt'altro che roseo. E' vero che il primo trimestre di ogni anno sconta un livello di deficit sul prodotto interno lordo sempre più alto rispetto al resto dell'anno, nel corso del quale poi si interviene con misure per centrare gli obiettivi di politica economica. E ancora è da sottolineare che il dato di indebitamento comunicato oggi dall'Istat è calcolato in maniera diversa da quello valido ai fini del Trattato di Maastricht. Sta di fatto che a gennaio-marzo si è registrato un livello di deficit mai raggiunto.

DATO TRIMESTRALE. Record negativo anche per il dato trimestrale sul saldo primario, che in pratica è quello che si riesce a mettere da parte dopo avere pagato gli interessi sul

debito: nel primo trimestre del 2009 il dato è negativo per il 4,6%. Era -0,8% nel primo trimestre del 2008 e comunque non è stato mai così negativo almeno a partire dal primo trimestre 2001, secondo i dati forniti sempre dall'istituto di statistica.

PESA LA CRISI ECONOMICA. E' evidente che a pesare sui conti pubblici sia la crisi economica. Emblematico, per esempio, il dato sulle entrate che diminuiscono a gennaio-marzo di quest'anno in termini tendenziali del 2,8% ma che aumentano, anche se di misura, la loro incidenza sul prodotto interno lordo (passa infatti dal 39,8% del primo trimestre 2008 al 39,9% del primo trimestre 2009). Sempre con riferimento alle entrate il segno meno è davanti a tutte le voci: imposte dirette, imposte indirette e contributi sociali.

SPESA. Per quanto riguarda invece la spesa, una boccata d'ossigeno arriva solo dalla diminuzione delle uscite per gli interessi passivi sul debito, vista la discesa dei tassi (-7,8%). Una voce di bilancio che, considerato l'alto debito pubblico italiano, ha sempre il suo peso. Per il resto sono in crescita tutte le voci di uscita: redditi da lavoro dipendente, consumi intermedi e prestazioni sociali in denaro. A tirar su le uscite per redditi (+7%) sono stati i rinnovi contrattuali dei dipendenti dei ministeri, della scuola, degli enti pubblici non economici, dell'università e degli enti di ricerca.

SCIP. Infine a pesare sui conti del primo trimestre è stata anche la decisione di

chiudere l'esperienza non totalmente positiva di Scip, l'operazione di cartolarizzazione degli immobili pubblici, con la restituzione agli enti di previdenza degli immobili non venduti. L'operazione è contabilmente costata, in termini di maggiore uscite in conto capitale sempre nel primo trimestre 2009 sul primo trimestre 2008, oltre un miliardo di euro, facendo segnare un aumento di questo capitolo di spesa del 17,4%.

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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