L'avvocato generale della Corte di giustizia europea ha bocciato la tassa sul lusso introdotta in Sardegna dalla giunta Soru perché "contraria ai principi della libera prestazione di servizi e della libera concorrenza".
L'avvocato generale della Corte di giustizia europea del Lussemburgo, Juliane Kokott, nelle sue conclusioni ritiene che la normativa fiscale sarda sia "contraria ai principi della libera prestazione di servizi e della libera concorrenza". L'imposta regionale - definita tassa sul lusso - è stata riscossa su determinati scali degli aeromobili privati e sulle imbarcazioni da diporto di persone che non avevano il proprio domicilio fiscale in Sardegna. La sentenza della Corte sarà pronunciata prossimamente. La domanda di pronuncia pregiudiziale era stata proposta dalla Corte costituzionale italiana il 21 aprile 2008 sulla base dell'impugnazione da parte del governo della norma varata dalla giunta dell'ex presidente Renato Soru, poi abolita con la manovra 2009 varata dall'esecutivo di Ugo Cappellacci.
L'AVVOCATO UE. L'avvocato Ue riconosce che la libera prestazione dei servizi può essere ristretta da normative nazionali giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica, ma ritiene che le giustificazioni presentate dalla Sardegna per l'imposizione della tassa non siano valide. "Non è ravvisabile alcuna giustificazione per le restrizioni alla libera prestazione dei servizi, quali quelle causate dalla legge sarda", sottolinea l'avvocato. Secondo l'avvocato Ue, la normativa fiscale "non può essere giustificata da motivi di tutela ambientale" e "neppure il carattere insulare della Sardegna può giustificare restrizioni alla libera prestazioni dei servizi". Nel complesso, quindi, ad avviso dell' avvocato generale Ue, "una normativa fiscale come quella sarda è idonea a falsare la concorrenza, costituisce un aiuto di stato a favore delle imprese che svolgono la medesima attività e che hanno il domicilio fiscale all'interno della medesima". Resta da vedere ora se nella sentenza i giudici della Corte di giustizia Ue seguiranno le indicazioni delle conclusioni dell'avvocato generale. Statisticamente questo si verifica nella grande maggioranza dei casi.