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Confederation cup, Brasile facile
con gli Usa. È già in semifinale

Confederation cup, Brasile facile  con gli Usa. È già in semifinale L'esultanza del Brasile dopo la vittoria sugli Usa

La Selecao domina e batte con un secco tre a zero gli Stati Uniti. Reti di Felipe Melo, Robinho e Maicon, miglior uomo in campo

Vittoria senza subire reti, come voleva Dunga. Usa-Brasile, secondo impegno della Selecao nella Confederations Cup, non ha avuto storia e si è risolta con un secco 3-0 a favore dei pentacampioni del mondo, che incassando tre reti nella precedente partita contro l'Egitto avevano fatto arrabbiare il loro allenatore ex mediano della Fiorentina. Stavolta Julio Cesar è rimasto imbattuto ed è proprio questo, unito al fatto che la sua squadra ha vinto, a far sorridere un ct non certo incline all'entusiasmo. Dunga non aveva gradito certe incertezze viste contro gli egiziani. Così, pur non bocciando nessuno, stavolta ha presentato un reparto arretrato in cui ha cambiato tre giocatori su quattro, confermando soltanto il capitano Lucio. A centrocampo dentro Ramires, appena passato dal Cruzeiro al Benfica per 7 milioni di euro, al posto di Elano. Anche questa si è realizzata una scelta azzeccata. Ne è venuto fuori un Brasile diverso da quello che aveva balbettato contro i Faraoni dell'Egitto, maestro del possesso palla e più convinto.

Ha giocato calcio danzato e fatto correre a vuoto gli avversari, colpendo quando era necessario. Prima con un bel colpo di testa di Felipe Melo su punizione di Maicon dalla destra. Poi con Robinho in micidiale, rapida azione di contropiede in tandem con Ramires. Subito dopo aver segnato, l'attaccante è corso verso il reporter di Sport Tv presente a bordo campo per dire dentro al microfono che "la mia rete, come tutte quelle che realizzo, è per mio figlio Robson junior, il dono che Dio mi ha fatto". Poi si è esibito nel gesto di 'ciucciarsì il pollice alla Totti. Sul 2-0 la Seleao ha cominciato a giocare in scioltezza, esibendosi anche in giocate d'autore a beneficio del pubblico, gli scatenati spettatori sudafricani che a forza di suonare le loro 'vuvulezas', le lunghe trombe tipiche di questo angolo di mondo, hanno fatto perdere la pazienza a Sepp Blatter. Il presidente della Fifa, che oggi in un 'briefing' prima di Usa-Brasile ha dato disposizioni affinchè d'ora in poi in questo torneo siano vietati i monitor a bordo campo (ma ciò non ha impedito al quarto uomo Coffi Codjia di avvisare via auricolare l'arbitro Busacca che, a suo parere, l'americano Kljestan andava espulso per fallo violento su Ramires), ha preso posizione contro questa usanza sudafricana che, a suo dire, ha provocato malcontento in molte delle emittenti che stanno trasmettendo le partite, a causa del continuo rumore che si sente. "Durante le partite - ha detto Blatter - il rumore di queste trombe è davvero eccessivo, al punto da disturbare le dirette televisive. Dà fastidio anche a chi si trova allo stadio, e sono stato costretto a parlarne con gli organizzatori, anche in vista del Mondiale dell'anno prossimo. Però non so come si possa far smettere chi suona queste trombe sugli spalti: è un'usanza tipica di qui, alla fine il Sudafrica è anche questo...". Sul campo il Brasile, trascinato da un Maicon scatenato al punto da meritarsi il premio di miglior uomo in campo ed autore del terzo gol con cui ha finalizzato un'azione molto bella (con passaggio a Ramires e poi a Kakà per l'assist smarcante finale), non ha dato l'impressione di risentire del frastuono assordante proveniente dagli spalti. Così ha disposto a sua piacimento dell'avversario che domenica scorsa aveva costretto l'Italia di Lippi a tirar fuori gli attributi, e la partita è finita con un 3-0 che rispecchia fedelmente l'andamento del gioco. Quanto agli Usa, possono recriminare soltanto su quel tiro di Feilhaber su cross di Spector che, al 38' st, è andato a stamparsi sulla traversa; e su un colpo di testa di Casey a pochi istanti dal termine. Troppo poco per impensierire il match del febbraio scorso all'Emirates di Londra.

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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