Una folla record ha assistito a Sassari alla sessantesima edizione della Cavalcata Sarda, la più grande festa laica della Sardegna. La prima edizione risale al 1899, quando la città indossò i suoi abiti migliori per onorare il re Umberto e la regina Margherita di Savoia in visita in città.
I gruppi, a piedi e a cavallo, hanno sfilato sotto un sole cocente partendo da via Asproni e arrivando, dopo la parata in piazza d'Italia davanti alla tribuna vip, in via Manno. Tra i più applauditi, come al solito, i Mamuthones e gli Isohhadores di Mamoiada e i Merdules di Ottana. Molto apprezzate anche le cornamuse del gruppo ospite, i Lothian & Bordees Police Pipe Band di Edimburgo. Nella tribuna riservata alle autorità, insieme al padrone di casa, il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, e al presidente della Provincia Alessandra Giudici, hanno preso posto gli assessori regionali al Turismo e alla Cultura, Bastianino Sannittu e Lucia Baire. Presenti anche i parlamentari Piero Testoni (Pdl) e Guido Melis (Pd) e la candidata alle Europee Rita Borsellino. "E' una festa bellissima, il futuro viene dal passato - ha osservato la signora Borsellino - E' bello affondare le radici nella propria terra, è un modo di caratterizzarsi ma di guardare anche al domani. Mi ricorda - ha aggiunto - una festa che si fa da noi in Sicilia a Pasqua, in un paesino che si chiama Prizzi". "E' stato un sessantennale per riuscito - ha commentato il sindaco Gianfranco Ganau - La città ha accolto con grande piacere la folla di turisti che hanno scelto di assistere a questa festa di colori, di suoni e di profumi della Sardegna". Nel pomeriggio, dalle 16, la festa prosegue all'ippodromo Pinna con le pariglie, poi, dalle 18.30 fino a notte fonda, canti e balli in piazza d'Italia.