Il presidente della Camera ha sostenuto ad Algeri che "respingere l'immigrato clandestino non viola il diritto internazionale" ma ha anche ricordato che "abbiamo, come tutti gli altri, il dovere di verificare se tra quelli che vengono respinti ci siano persone che hanno il diritto di richiedere asilo’.
Sull’argomento, il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha ribadito che l'Italia con i pattugliamenti nel Mediterraneo " opera non a titolo nazionale ma in rappresentanza dell'Europa", mentre il commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa si è augurato che " l'Italia e il ministro Maroni non portino avanti la politica dei respingimenti"
TEMA DELICATO. Secondo Fini, il tema dei respingimenti e dell'immigrazione "è cosi delicato da non poter essere affrontato in maniera superficiale o, peggio ancora, propagandista. Un conto - puntualizza - è l'immigrato clandestino, mentre un altro conto è chi gode della possibilità di chiedere asilo. Si tratta di due posizioni che non possono essere trattate allo stesso modo".
NESSUNA VIOLAZIONE. Per il presidente della Camera " le politiche di respingimento non violano nessun diritto". E', riferendosi ad alcune prese di posizione "intellettualmente oneste" sul tema, precisa di "non voler polemizzare". "Non si può dire - ribadisce Fini - che respingere l'immigrato che voglia entrare clandestinamente violi il diritto internazionale. Il diritto internazionale prevede il respingimento, e ovviamente, e giustamente prevede che venga verificata la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo prima di riaccompagnare ai paesi da cui si proviene. Questo rende complicata la vicenda: poiché è noto in alcuni paesi non vengono rispettati i diritti dell'uomo, e alcuni immigrati sfuggono da guerre e da carestie".