"O si chiude entro sessanta giorni o io me ne vado". Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, chiede nuovamente a governo e Parlamento di serrare i tempi per approvare il decreto legislativo di attuazione della riforma della Pubblica amministrazione
In interviste al Sole 24 ore, al Giornale e al Tempo, Brunetta spiega che la riforma è una "rivoluzione copernicana", uno "strumento di felicità per i cittadini-utenti che potranno finalmente liberarsi dalla palla al piede di una burocrazia che non funziona". La riforma, sottolinea il ministro, ridisegna l'attribuzione di incentivi economici e di carriera per i dipendenti pubblici; introduce la posta elettronica certificata e istituisce l'azione collettiva contro i malfunzionamenti della Pa. Il confronto con i sindacati, spiega, avverrà "nell'ambito di un più generale dialogo sociale". "La riforma - dice Brunetta - non può essere monopolio delle sigle dei lavoratori pubblici, perché riguarda tutta Italia. Troppo importante per farne una cosa privata tra governo, Cgil, Cisl e Uil". Quindi, ribadisce rivolto ai sindacati: "Vogliono il dialogo? Lo avranno, ma sulla rivoluzione, non per mantenere lo status quo".