L'imprenditore veneto getta la spugna La Vinyls, appena costituita, presenterà istanza di fallimento in proprio. Crolla così l'ipotesi di salvataggio degli impianti del cloro soda di Marghera, Ravenna, Assemini e Porto Torres. In mattinata vertice in Provincia, a Sassari, con gli amministratori locali
«Il consiglio d'amministrazione», si legge in una nota, «ha preso atto che, nonostante l'impegno profuso dalla nostra società, dai suoi vertici e dai suoi soci, sono venuti a mancare i presupposti necessari per la realizzazione del piano industriale, presupposti che sussistevano invece al momento dell'acquisizione». Qualcuno in sostanza, afferma la Vinyls, ha cambiato le carte in tavola. L'accordo che aveva portato alcune settimane fa all'acquisizione da parte di Sartor e della sua società degli impianti della multinazionale inglese Ineos era stato seguito passo per passo dai funzionari del ministero delle Attività produttive e definito fra le parti dopo una lunga e tormentata trattativa. Sartor aveva anche firmato l'atto che fissava i tempi di restituzione all'Eni di un debito maturato da Ineos di 70 milioni. Nel protocollo definitivo erano state inserite anche alcune clausole che riguardavano il costo delle forniture di dicloroetano, la materia prima indispensabile per il funzionamento del cloro soda.
IL CASO Pochi giorni dopo Sartor aveva denunciato una violazione dell'accordo da parte di Eni: un aumento di tre volte superiore del prezzo a chilo del prodotto. Solo per l'impianto di Porto Torres i costi sarebbero lievitati di 5 milioni al mese. Di qui la minaccia di Sartor di rinunciare all'operazione. Il ministero delle Attività produttive era intervenuto per tentare l'ennesima mediazione. La decisione di ieri sera dimostra che è fallita e che di fatto l'Eni ha dato una prova di forza di cui qualcuno sospettava: poter decidere in piena autonomia le proprie strategie senza tenere in alcuna considerazione le direttive ricevute dal governo.
GLI OBIETTIVI Il piano industriale di Sartor prevedeva il rafforzamento strategico del ciclo cloro-Pvc, asse portante della chimica di base italiana nelle aree di Porto Marghera, Ravenna, Assemini e Porto Torres. «Della validità di quel piano», conclude la nota, «Vinyls resta pienamente convinta perché fondato sugli accordi di programma stipulati a più riprese con le istituzioni e con altre società, e che mirava a salvaguardare un settore di vitale importanza per l'industria manufatturiera italiana». Fin qui la verità di Sartor. Se ne esiste una seconda è bene che qualcuno la racconti.
GIBI PUGGIONI