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Economia
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Fiat-Chrysler, manca ok delle banche
Lingotto: possibile bancarotta pilotata

Fiat-Chrysler, manca ok delle banche Lingotto: possibile bancarotta pilotata Marchionne, Luca Cordero Montezemolo e John Elkann (foto: La Presse)

L'alleanza tra la Fiat e la Chrysler è a un passo manca solo l'assenso delle banche americane. Il Lingotto è disponibile a una bancarotta pilotata di Chrysler. Il titolo Fiat vola in borsa

Continua il conto alla rovescia per l'alleanza tra la Fiat e la Chrysler, in vista del termine di giovedì fissato dal presidente Barack Obama per concedere altri 6 miliardi di dollari alla casa di Detroit. E un altro punto a favore è stato conquistato: anche il sindacato Uaw, la potente organizzazione americana dei lavoratori dell'auto, dopo i canadesi di Caw, ha raggiunto l'accordo con le due società e con il governo americano, per la riduzione del costo del lavoro.

LA BORSA APPROVA. Piazza Affari festeggia portando sugli scudi il titolo del Lingotto, che chiude con un balzo del 4,42% a 8,04 euro, con oltre 44 milioni di pezzi scambiati, pari a quasi il 5% del capitale. A questo punto rimane aperto solo il fronte della trattativa con le banche per la ristrutturazione del debito, pari a circa 7 miliardi di dollari, contratto dalla casa di Detroit. Anche qui si registra, però, un segnale positivo.

BANCAROTTA PILOTATA PER CHRYSLER. La Fiat, secondo fonti citate da Automotive News, sarebbe disponibile anche ad accettare una bancarotta pilotata di Chrysler attraverso il ricorso al Chapter 11.

INVESTITORI E BANCHE. Finora gli investitori e le banche hanno rifiutato le ipotesi di compromesso avanzate dal Tesoro, ma Sergio Marchionne vuole comunque concludere l'alleanza. Il sindacato Uaw definisce dolorose le concessioni fatte, ma sostiene che l'intesa "consente di sfruttare la seconda chance per la sopravvivenza di Chrysler". La ratifica dovrà avvenire entro il 29 aprile e la Uaw si augura che gli sforzi richiesti agli attuali dipendenti e ai pensionati della casa automobilistica americana "facciano sì che anche gli altri protagonisti della trattativa si adoperino per una conclusione positiva" della vicenda.

DAIMLER. Cerberus sta lavorando intanto con Daimler per la cessione della quota controllata ancora da quest'ultima in Chrysler, pari a circa il 20%.

CHRYSLER. L'amministratore delegato della Chrysler, Robert Nardelli, spiega che lo staff della più piccola delle case automobilistiche americane sta lavorando "diligentemente per finalizzare l'alleanza con Fiat e ristrutturare la società entro il 30 aprile".

SCAJOLA. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ribadisce "l'enorme soddisfazione" per il fatto che gli Usa "guardino a un'azienda italiana con tale simpatia per risolvere i problemi della crisi dell'auto statunitense". "Il governo - osserva Scajola - si augura che la trattativa con la Chrysler si chiuda positivamente. Il negoziato in corso dimostra che il nostro Paese è apprezzato per la capacità innovativa dei suoi prodotti anche nel settore automobilistico".

ENRICO LETTA. Per l'esponente del Pd, Enrico Letta, la vicenda Fiat dimostra "come dalla crisi si possa uscire migliorando la situazione esistente".

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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