Oggi e domani riprenderà il confronto con i partiti della coalizione. Oltre alle questioni politiche, resta da sciogliere il nodo tecnico del numero degli assessorati.
Ugo Cappellacci dovrà trovare i giusti equilibri. Che debba nominare dieci assessori (in base alla nuova Statutaria, su cui però incombe la spada di damocle della mancata approvazione delle norme di attuazione) o che sia costretto (secondo la legge di riordino della Regione datata gennaio 1977) ad assegnare dodici deleghe, il neo presidente sarà impegnato a non scontentare le ambizioni dei singoli da un lato e le esigenze di visibilità che arrivano dalle realtà territoriali dall'altro. All'interno del Pdl, infatti, c'è chi inizia a mugugnare: troppi i timori (percepiti soprattutto dal Nord dell'Isola) di un'eccessiva connotazione cagliaricentrica del nuovo esecutivo, confermati dalle prime indiscrezioni sui papabili assessori.
CHI SALE E CHI SCENDE In realtà, le prime indiscrezioni sui nomi degli assessori sono tutte (o quasi) ricomprese nei confini del capoluogo. Per il Turismo si fa largo Ada Lai, manager del Comune di Cagliari. L'altro nome, quello dell'algherese Gavino Sini, è stato dichiarato non gradito da influenti esponenti del Pdl catalano. Inutile dire che le sue quotazioni sarebbero in ribasso. Quanto ad An, uno dei due assessori potrebbe essere Gabriella Greco, eletta nel listino. Prende corpo, intanto, l'ipotesi di Antonello Liori, coordinatore del partito di Fini e La Russa nel Cagliaritano, alla Sanità. Assessorato ambito anche dai Riformatori sardi, che metterebbero in corsa Pierpaolo Vargiu. In Giunta potrebbero entrare, come uomini di fiducia del presidente, anche il segretario generale della Cisl sarda Mario Medde (Lavoro) e il direttore generale dell'assessorato agli Enti locali Gabriele Asunis (Urbanistica). Cappellacci ha chiesto ai partiti di privilegiare le designazioni tecniche. Quasi certa la poltrona per Lucia Bayre (Pubblica istruzione e Cultura), mentre uno dei due assessorati spettanti all'Udc potrebbe andare a Roberto Capelli. L'altro andrebbe ad Anna Maria Busia, avvocato ex Udeur. Infine il Psd'Az, che avrà quasi certamente l'Agricoltura. Il nome dell'assessore, tuttavia, ancora non si sa.
IL NODO DELLA PRESIDENZA Ma con la coalizione, il governatore dovrà in primo luogo chiudere la disputa che si è accesa sulla presidenza dell'assemblea. Da un lato c'è l'intransigenza di An, che lunedì ha ufficializzato la candidatura di Ignazio Artizzu, il candidato consigliere più votato in assoluto. Dall'altro l'ambizione di Claudia Lombardo, coordinatore regionale di Forza Italia, che però si dice «a disposizione del progetto e al servizio della coalizione». Né l'uno né l'altra intenderebbe “accontentarsi” di una poltrona da assessore. Per questo, alla mediazione di Cappellacci, con ogni probabilità si affiancherà quella dei vertici nazionali del Pdl.
CONSIGLIO E FINANZIARIA. I tempi sono già strettissimi, il ritardo nella proclamazione degli eletti obbliga il nuovo Consiglio regionale a procedere a tappe forzate verso la Finanziaria. L'esercizio provvisorio approvato a dicembre nella scorsa legislatura scadrà tassativamente il 30 aprile. Senza la nuova manovra, la Regione si ritroverebbe priva di ogni copertura finanziaria (per esempio non potrebbero essere più pagati gli stipendi dei dipendenti dell'amministrazione regionale). Così si guarda già alla prima convocazione del nuovo Consiglio: la legge prevede che la chiamata per i nuovi onorevoli arrivi entro venti giorni dalla proclamazione. La data di scadenza è quindi il 22 marzo, che però è domenica. Potrebbe esserci un slittamento a lunedì 23 ma non è escluso che Ugo Cappellacci punti l'attenzione sulla settimana precedente.