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Papa: "L'eutanasia è una falsa
e indegna soluzione alla sofferenza"

Papa: "L'eutanasia è una falsa e indegna soluzione alla sofferenza" Papa Benedetto XVI affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico durante l'Angelus (foto: Ansa)

Benedetto XVI condanna il ricorso alla "dolce morte". Il dibattito sull'eutanasia si intreccia con il caso di Eluana Englaro. I favorevoli all'eutanasia non condividono le parole del Pontefice.

"L'eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza, una soluzione non degna dell'uomo" ha affermato oggi, con voce forte, quasi gridando, Papa Benedetto XVI, durante l'Angelus in piazza San Pietro. La sua nuova condanna alla "dolce morte" prende spunto dalla giornata della "Vita nella Sofferenza" indetta dai vescovi italiani e si intreccia con il dibattito in Italia sulla vicenda di Eluana Englaro, la donna in coma vegetativo da 17 anni.

CASO ENGLARO. Il potere giudiziario ha stabilito che è legittimo sospendere l'idratazione e l'alimentazione di Eluana, così come aveva chiesto suo padre. Per la Chiesa, tuttavia, ciò equivale all'eutanasia: posizione ripetuta a chiare lettere pochi giorni fa dallo stesso presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Intanto, entrando nel merito del caso Englaro, il giornale dei vescovi, "Avvenire", ha criticato oggi il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giuseppe Grechi, che ieri, inaugurando l'anno giudiziario, ha "difeso a spada tratta il decreto dl 25 giugno 2008, con il quale veniva dato via libera all'abbandono di Eluana al suo destino di morte per fame e sete". "Proprio una bella domanda. Chi ha invaso le competenze altrui?": è il titolo dell'editoriale di prima pagina del quotidiano della Cei. Ad Eluana ha dedicato la sua omelia domenicale il cardinale di Bologna Carlo Caffarra. "Una giovane donna è diventata in questi mesi il 'segno di contraddizionè fra una cultura della morte ed una cultura della vita", ha detto. "Il suo corpo martoriato è divenuto - ha aggiunto - la domanda drammatica rivolta ad ogni coscienza pensosa dei destini dell'uomo: a chi appartiene l'uomo? Chi può disporre della vita e della morte dell'uomo? Chi è il padrone dell'uomo?". Interrogativi su cui il mondo politico continua a dilaniarsi, mentre domani si apre una settimana apparentemente decisiva per individuare la clinica dove Eluana concluderà il suo calvario.

L'ANGELUS. Bisogna - ha detto stamane Benedetto XVI - avere "il coraggio di annunciare la verità il coraggio di dire con chiarezza... che l'eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza, una soluzione non degna dell'uomo". "La vera risposta - ha proseguito tra gli applausi della piazza, dove erano presenti molti attivisti dei movimenti per la vita - non può essere infatti dare la morte, per quanto "dolce", ma testimoniare l'amore che aiuta ad affrontare il dolore e l'agonia in modo umano". "Siamone certi: nessuna lacrima, nè di chi soffre, nè di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio", ha assicurato. Ancora una volta , il Papa ha indicato ai credenti l'esempio di Cristo. "Gesù soffre e muore in croce per amore. In questo modo, a ben vedere, ha dato senso - ha spiegato - alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell'amarezza di dure prove fisiche e morali".

ASSOCIAZIONE COSCIONI. "No alle ingerenze vaticane": lo dice la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, che in una nota commenta così la nuova condanna fatta dal Papa all'eutanasia. "Papa Joseph Ratzinger - spiega Coscioni - naturalmente è libero di esprimersi come crede e come sa sui temi dell'eutanasia, del fine vita, della sofferenza. Quello che il Pontefice e il Vaticano non possono invece fare è imporre le loro opinioni e operare perché diventino legge dello Stato". Coscioni sottolinea che "ancora una volta non si tiene in nessun conto della volontà del malato, che deve essere preminente a tutto: se una persona ritiene insopportabile una sofferenza, causata da condizioni irreversibili e/o da malattia che la vedono impotente e che le rendono la vita non sostenibile, ha diritto alla tutela e al rispetto della sua volontà. Ricordo Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, Eluana Englaro, le migliaia di malati condannati a una sofferenza atroce, senza speranza di guarigione, e che letteralmente con i loro corpi hanno dato un messaggio preciso alla politica, finora colpevolmente disatteso". La deputata denuncia il "silenzio delle forze politiche che cercheremo, come radicali, di contrastare in ogni modo, chiedendo la calendarizzazione delle proposte di legge depositate in Parlamento; respingendo le ingerenze vaticane; chiedendo ancora una volta una indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina e di massa nel paese".

VIALE. "L'eutanasia, una falsa soluzione? Dipende. Se è vero che l'eutanasia volontaria in alcuni casi può essere una falsa soluzione, invocata in circostanze sfavorevoli per mancanza di cure o per scarsa informazione, in molti altri casi è una soluzione vera e umana". E' il pensiero del radicale Silvio Viale, medico di Exit, a commento delle dichiarazioni di oggi di Papa Ratzinger. "Se - dice Viale - come sostiene il papa, 'la vera risposta è testimoniare l'amore che aiuta ad affrontare il dolore e l'agonia in modo umanò, non vi è alcuna contraddizione con l'eutanasia volontaria, che non è un fine, ma uno strumento. Stare vicino con amore e testimoniare solidarietà non può obbligare a dolore e sofferenza oltre i limiti leniti dalla scienza e accettati dall'individuo sovrano. Purtroppo la Chiesa è così prigioniera dei suoi dogmi che non riesce ad accettare la morte come anticipazione volontaria di un'agonia senza più speranza, nè vedere come in Olanda, in Belgio, in Svizzera e, fra poco, in Lussemburgo norme di garanzia permettano di poterlo fare per chi la vuole, senza limitazioni per chi vuole seguire le indicazioni della Chiesa Cattolica Romana".

   

 
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