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Il "ragazzino" Gianluca Festa
Sogna la D con il Sanluri

Il "ragazzino" Gianluca Festa  Sogna la D con il Sanluri Gianluca Festa abbraccia il massaggiatore (foto: Massimo Locci)

Il capitano del Sanluri a quasi quarant'anni continua a giocare ed è il trascinatore della squadra,

A Sanluri non si smette di sognare. La squadra allenata da Enzo Zottoli, alla sua prima apparizione nel campionato di Eccellenza, vola in solitudine al vertice del campionato. A dieci giornate dalla fine è quasi fatta. La serie D è ad un passo. La squadra è anche in finale di Coppa. A trascinare i biancorossi è senza dubbio il capitano Gianluca Festa che a 39 anni, ha ancora la grinta e l'entusiasmo di un ventenne. Nel passato del campione di Monserrato ci sono squadre come Roma, Inter, Cagliari, Middlesbrough e Portsmouth. Un calciatore straordinario che ha giocato anche nei dilettanti. Prima, a inizio anni Ottanta, nella Fersulcis. Negli ulti tre anni, alla Nuorese e al Tavolara. Ora l'avventura col Sanluri, con l'obiettivo del salto di categoria. Perché riprovarci in Eccellenza col Sanluri a 39 anni? «Sinceramente avevo deciso di smettere. Ho poi conosciuto il presidente della società, Paolo Pilloni. Mi ha proposto di vestire la maglia del Sanluri. L'organizzazione societaria e l'impegno non troppo eccessivo (mi alleno tre volte la settimana), sono tra i motivi che mi hanno convinto ad accettare». Nel massimo campionato regionale Festa aveva giocato con la Nuorese dei miracoli nel 2004/05. La squadra barbaricina arrivò a quota 82 (record di punti in Eccellenza), lasciando alle spalle il Castelsardo con tredici lunghezze in meno. Rispetto a quel torneo trova differenze? «Con la Nuorese non avevamo perso nemmeno una partita. Era una squadra molto forte. In questo campionato sono cinque le squadre che possono lottare per il successo finale: Selargius, Samassi, Porto Torres, San Teodoro e Sanluri. Tutte sullo stesso piano». Come giudica il livello? «Non eccezionale. Almeno questa è la mia opinione. Non ho visto finora grandi individualità». Segue i risultati delle avversarie? «Penso solo alla mia squadra. A me piace arrivare alla domenica e giocare. Solitamente i risultati delle altre vengo a saperli dai miei compagni in seconda battuta. Il campionato lo vivo in questa maniera». Che gruppo ha trovato Sanluri? «È un ambiente positivo. E, poi, ho trovato compagni di squadra che si impegnano con professionalità. Nonostante la squadra giochi un torneo di dilettanti, come organizzazione ci si avvicina un po' a campionati di serie superiore. Lo dimostrano i risultati: in questi ultimi anni, dalla Terza categoria il Sanluri è approdato in Eccellenza». Cosa può insegnare ai suoi compagni? «Non credo di dover necessariamente insegnare qualcosa. Sta a loro capire che alla soglia dei quaranta anni si può avere ancora grande entusiasmo per giocare a calcio. Per ottenere risultati importanti, gli ingredienti sono sempre quelli: sacrificio, volontà ed entusiasmo». Lei è un difensore che non perde il vizio del gol? «Cerco di dare una mano anche in fase offensiva. Ho sempre fatto così anche in passato perché mi diverte». Potrebbe ancora giocare tra i professionisti? «Potrei fare solo una partita: non farei brutta figura. Ma una stagione intera non la reggerei per ritmi di allenamento e stress». Ma nei campionati dilettantistici sardi, Festa non è il solo ad avere un passato da professionista. Nel Villasimius gioca Zeigbò, ex nazionale nigeriano ed ex Venezia. Nello stesso Villasimius gioca Mauricio Tarico, argentino, ex Totthenam protagonista nella Premier League anche con Gianfranco Zona. E poi tanti altri ex professionisti. Come Falco, ora al Samassi, ma con un passato in diverse società di serie A e B italiana.    

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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