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Giappone in crisi
Toyota perdite record

Giappone in crisi Toyota perdite record Il primo ministro giapponese Taro Aso (foto: AP)

Il Giappone nel mese di dicembre ha subito un crollo del 9,6% della produzione industriale. Cresce la disoccupazione. La Toyota chiuderà il bilancio d'esercizio 2008-2009 con una perdita di 400 miliardi di yen.

La produzione industriale in Giappone nel mese di dicembre ha subito una flessione del 9,6 per cento rispetto a novembre mentre la disoccupazione nello stesso periodo è passata dal 3,9 al 4,4 per cento. E' quanto si rileva dagli indicatori dal ministero dell'economia e da quello per gli affari interni. Stando agli stessi dati, sembra invece rallentare l'inflazione. I prezzi al consumo nel mese di dicembre sono aumentati dello 0,2 per cento su base annua, mentre gli economisti prevedevano un incremento dello 0,6 per cento.  

PRODUZIONE INDUSTRIALE A DICEMBRE. La produzione industriale in Giappone ha segnato a dicembre un crollo del 9,6% rispetto a novembre, per quello che è il secondo tonfo in due mesi a causa del peggioramento della crisi economica globale che colpisce le esportazioni di auto, elettronica e altri beni. Il dato, che segue l'8,5% rivisto al rialzo di novembre, è peggiore delle previsioni medie degli economisti, pari a un declino del 9%. Nel 2008, la produzione industriale nipponica, in base alle statistiche preliminari diffuse dal ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria, ha avuto una contrazione non destagionalizzata del 3,4%.

ASO. Lo scioglimento della Camera Bassa e le elezioni generali in Giappone si terranno "al tempo debito" perché la priorità "è la tutela dell'economia". Lo ha detto il premier, Taro Aso che, intervenendo alla Camera dei Rappresentanti, ha rimarcato che gli sforzi del governo sono ora tutti concentrati sulla salvaguardia dell'economia dalle turbolenze internazionali. In risposta all'intervento di Yukio Hatoyama, segretario generale del partito Democratico del Giappone (DpJ, principale forza d'opposizione) che ha accusato il premier di non voler mollare il potere, consapevole del bassissimo livello di gradimento di cui gode, Aso ha replicato di voler "esercitare il mandato nel modo più appropriato possibile per superare la recessione". Appena ieri, cambiando drasticamente orientamento verso le opposizioni, il primo ministro aveva provato a stemperare lo scontro, offrendo la sua disponibilità a ipotesi di collaborazione per far fronte alla grave crisi economica del Paese: "Se l'opposizione ha buone idee, siamo pronti - aveva detto - a discuterle con serietà. Ma non c'è tempo da perdere". La fine naturale della legislatura alla Camera Bassa arriverà a settembre, ma le opposizioni, che controllano la Camera Alta, spingono da mesi perché si tenga il voto anticipato "per superare la stagnazione amministrativa e politica sia sul fronte domestico sia su quello internazionale".

PERDITE ANCHE PER LA CONSOLE. La regina delle console, la Wii della Nintendo, scricchiola di fronte alla crisi: più resistente e solida delle rivali Xbox 360 di Microsoft e della PlayStation 3 di Sony, la piattaforma di videogiochi leader nel mondo rallenta il passo e provoca alla società di Kyoto la prima flessione dell'utile dopo cinque anni di corsa inarrestabile. Capace di vendere nel primo mercato mondiale dei videogame, gli Stati Uniti, ben 10,2 milioni di pezzi nel 2008 (più degli 8,2 milioni combinati di Xbox e Ps3), Nintendo, complice anche il marcato rafforzamento dello yen su euro (+30%) e dollaro (+24%), è costretta a limare di un milione di pezzi le stime di vendita della sua Wii a fine marzo, da 27,5 a 26,5 milioni. Ma la recessione in Europa, Giappone e Usa non scalfisce la portatile Ds, per la quale c'è invece addirittura un aumento: da 30,5 a 31,5 milioni di unità. I prezzi più competitivi sul mercato, l'attenzione alle famiglie e alla semplicità d'uso hanno trasformato la console in un successo planetario, supportato dal corredo di giochi popolari: 'Pocket monster platinum' ha venduto ad esempio più di 2 milioni di pezzi solo in Giappone, mentre 'Mario kart Wiì e 'Wii fit' più di 10 milioni di copie l'uno. "Le vendite non ci lasciano soddisfatti - ha commentato il numero Satoru Iwata - ma riteniamo pure che la domanda per la Wii non si sia affatto esaurita". La compagnia ha rivisto le previsioni di reddito sull'intero esercizio: l'utile operativo di 530 miliardi di yen (-16% sulla ipotesi precedente), pari a 4,4 miliardi di euro, che battono il precedente record di sempre, i 476 miliardi di yen dell'anno fiscale 2007-2008. L'utile netto in flessione del 33% rispetto a quanto stimato a ottobre, a 230 miliardi di yen (2 miliardi di euro) e ricavi a 1.820 miliardi di yen dai 2.000 precedenti. Se nel quartiere generale della Nintendo si respira comunque aria di moderato ottimismo, in quello della Sony, a Tokyo, la situazione è pesante. Nei primi nove mesi dell'esercizio, il colosso giapponese dell'elettronica e dell'intrattenimento ha registrato un utile netto in picchiata dell'80,6%, giù a 66,2 miliardi di yen (550 milioni di euro), mentre le vendite, generate per oltre i due terzi all'estero, si sono attestate a 6.210 miliardi di yen (-10,3%). Nell'ultimo trimestre (ottobre-dicembre), la compagnia ha riportato un utile di appena 10,4 miliardi di yen, quando l'apporto delle divisione giochi e videogiochi - considerata la vera macchina da soldi - è stato pressochè nullo: 4,46 milioni le Ps3 vendute (-9%) e 5,08 milioni la fetta delle Portable (contro quota 5,76). Sony, che ha rinviato di un anno la società mista con Sharp negli schermi a cristalli liquidi e che ha annunciato pesanti misure di ristrutturazione, ha confermato le previsioni negative di fine esercizio, al 31 marzo, comunicate la scorsa settimana: perdita operativa di 260 miliardi di yen (contro l'utile di 475,3 miliardi di yen) e perdita netta di 150 miliardi di yen, il primo rosso in 14 anni.

CRISI TOYOTA. Toyota segnerà una perdita al 31 marzo, in occasione della chiusura dell'esercizio 2008-2009, di 400 miliardi di yen (circa 3,5 miliardi di euro), più pesante dei 150 miliardi annunciati appena un mese fa. E' quanto scrive la stampa nipponica, spiegando che il neo leader mondiale dell'auto è stato incapace di contenere il forte calo delle vendite legato alla frenata dell'economia globale. Anche i ricavi sono stimati in peggioramento rispetto alle precedenti stime di 21.500 miliardi di yen che, a ogni modo, rappresenterebbero di per sè un tonfo annuo del 18,5%. Toyota, negli sforzi per ridurre le giacenze produttive, punta a un blocco degli impianti domestici della durata di 11 giorni complessivi, distribuiti nei mesi di febbraio e marzo. Toyota dovrebbe pubblicare le nuove stime reddituali il 6 febbraio, in occasione della diffusione dei dati trimestrali di ottobre-dicembre: se la perdita operativa di gruppo è attesa a fine marzo in salita a 400 miliardi di yen (a fronte dei precedenti 150 miliardi), anche l'utile netto potrebbe cambiare e trasformarsi in perdita netta. A dicembre le proiezioni erano di profitti di gruppo per 50 miliardi di yen, che potrebbero invece ora scontare l'ulteriore deterioramento dello scenario globale: il tonfo delle vendite a dicembre del 27% in Europa e del 37% negli Usa. Anche nel Medio Oriente, dove la domanda è stata robusta, le vendite sono state inferiori ai livelli dell'anno precedente.                          

 
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