Pagine Sarde Logo 
 
  Login  |  Registrati
 
Politica
Diminuisci grandezza testo Aumenta grandezza testo Stampa l'articolo Segnala ad un amico RSS Wikio OKNOtizie Facebook Delicious

Crisi, l'appello di Tremonti:
''Le soluzioni sono nella Finanza''

Crisi, l'appello di Tremonti:  ''Le soluzioni sono nella Finanza''  Giulio Tremonti

Non sono gli interventi sull'economia reale che possono risolvere il problema della crisi "ma solo essere utili per la coesione sociale e per la struttura industriale" mentre "se il male è al cuore è il cuore che va operato e, poiché la crisi è nata dalla finanza, è in quel settore che vanno trovate soluzioni, non nell'economia reale"

Non sono gli interventi sull'economia reale che possono risolvere il problema della crisi "ma solo essere utili per la coesione sociale e per la struttura industriale" mentre "se il male è al cuore è il cuore che va operato e, poiché la crisi è nata dalla finanza, è in quel settore che vanno trovate soluzioni, non nell'economia reale". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti in una conferenza stampa a margine del World Economic Forum di Davos. Tremonti ha anche spiegato che spesso l'ammontare reale degli interventi annunciati è inferiore di quello nominale. "Se si guarda bene ai conti del deficit tedesco si scopre che gli 80 miliardi annunciati sono uguali ai 40 che farà l'Italia. I nostri sono 6 del decreto anticrisi, 16 per le infrastrutture, 8 che io spero di raccogliere per gli ammortizzatori sociali e 10 miliardi che arriveranno alle imprese attraverso le banche con i bond. Abbiamo indirizzato i fondi in modo diverso: erano previsti su voci indifferenziate e li abbiamo messi su spesa sociale e infrastrutture".

LE BANCHE Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, davanti alla platea dei top manager del World Economic Forum in corso a Davos, rivendica la solidità del sistema bancario italiano collegandola al fatto gli istituti italiani "non parlano inglese". "Le nostre banche sono abbastanza solide - ha detto Tremonti - perché, a parte qualche notevole eccezione, nelle nostre banche non si parla inglese". La 'notizià non è sfuggita al coordinatore della tavola rotonda che si svolgeva nella sala più grande "bisogna non parlare inglese per non avere la crisi?", ha chiesto. "Volevo dire - ha risposto il ministro facendo riferimento alla bolla finanziaria - che usano meno il computer".    

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
US analyzer US analyzer