Il presidente del consiglio è giunto in Sardegna per sostenere la candidatura di Ugo Cappellacci alle prossime elezioni regionali. Berlusconi sottolinea il bisogno di cambiamento alla guida della regione.
Raccontano che a Silvio Berlusconi abbia fatto un certo effetto vedere contrapposta la sua faccia a quella di Renato Soru in uno scenario de "La Stampa" sulla futura premiership del paese. "Non sono l'anti di nessuno, non scherziamo. Sono in Sardegna perché amo questa terra", ha quindi messo in chiaro il premier ancor prima di atterrare a Cagliari per iniziare la campagna elettorale di Ugo Cappellacci, il candidato Pdl che a Soru si contrapporrà per la guida della Regioe nelle elezioni di metà febbraio. E per tutto il resto della giornata - tra comizi interviste e visite di cortesia al vescovo - il Cavaliere non ha fatto che ripetere lo stesso refrain, nominando Soru il minimo indispensabile e snobbando la sua dichiarata intenzione di fare delle regionali "uno scontro con Berlusconi per interposta persona". Che in caso di vittoria, potrebbe preludere ad una chance per la premiership nazionale, in continuità con l'Ulivo di Prodi.
IL NOI DI BERLUSCONI. E poi fa un discorso da "vero sardo" usando molte volte il "noi", e dilungandosi rivolto ai cagliaritani sul "nostro artigianato", "le nostre piante di mirto, ginepro e corbezzolo" e soprattutto facendo capire che con un governo regionale a guida centrodestra Palazzo Chigi dialogherà assai meglio che "con quello che ha governato fino ad ora".
SORU NON E' L'ANTI PREMIER. Infastidito dalla autodefinizione che Soru ha dato di sè ("sono l'anti-Silvio e vincere per me significa anche rompere l'idea di un Berlusconi sempre vittorioso e dimostrare che si può batterlo, come Prodi ha fatto per due volte") per prima cosa il premier ha messo in chiaro con i suoi che è una pura fandonia l'esistenza di un sondaggio che lui stesso avrebbe commissionato per verificare il gradimento del presidente uscente della Sardegna come avversario diretto in una futura corsa alla premiership.
LE CRIRICHE AL GOVERNATORE USCENTE. Poi, nella sua visita in Sardegna, Berlusconi ha criticato l'immagine della sinistra e rimarcato "il plateale fallimento della gestione di Soru, conclusosi con patetiche dimissioni che sanno di farsa". Lasciando ad altri il compito di parlare delle vicende giudiziarie rivelate in queste ore dallo stesso Soru ("sono garatista da sempre con tutti", ha glissato). Alle nostalgie prodiane di Soru, il premier ribatte: "Prodi voleva fare il G8 con la Ferrari ma aveva stanziato soldi solo per comprare una bicicletta. Abbiamo ereditato un appuntamento importante, ma senza soldi". Berlusconi perciò seppellisce con poche battute le velleità del candidato Soru di imbastire con il premier una personale disfida, anche se fa capire quanta importanza attribuisca al voto in Sardegna, annunciando che tornerà nell'isola per la campagna elettorale per ben otto tappe (tante quante sono le province sarde), magari da abbinare in tour di più giorni. C'è chi vede in questo comunque una personificazione dello scontro con Soru, una volontà del premier di metterci la faccia (dopo la visione di sondaggi favorevolissimi) un pò come aveva fatto in Abruzzo con il poi vincente candidato Pdl Gianni Chiodi.
CAMBIAMENTO PER I SARDI. Berlusconi si è detto convinto della "voglia di cambiamento dei sardi, che dopo cinque anni di governo della sinistra hanno visto i poveri diventare da 245 a 377 mila, l'economia fermarsi, il numero dei disoccupati toccare quota 200 mila". Soru ha "isolato e impoverito i sardi, la sinistra ha chiuso l'isola" mentre Berlusconi se ne dice "innamorato". "La vogliamo aprire alle grandi potenzialità dell'ambiente e del turismo - afferma - vogliamo creare sviluppo e quindi lavoro, perché la Sradegna è l'isola del sole, del mare, del verde. E noi vorremmo trasformarla nella più grande oasi ambientale del Mediterraneo". Anche attraverso il G8 che sarà una vetrina internazionale.
L'IRONIA DEL PREMIER. Soru dice che il Cavaliere è un colonizzatore pronto ad occupare la Sardegna? "Avevo pensato infatti di presentarmi qui con una bandana da pirata ma poi ci ho rinunciato", ribatte ironico il premier durante il comizio per il candidato del Pdl Ugo Cappellacci. Prima di chiudere il comizio, Berlusconi non può esimersi da un ionico consiglio per gli acquisti. "Per sapere quello che pensa Soru - consiglia - leggete l'Unità, che è la gazzetta principale della sinistra e del suo candidato alla Sardegna. Però non compratela tutti, compratene una copia sola e passatevela".
Ugo Cappellacci e Silvio Berlusconi (foto: Nicola Belillo)