Un impianto eolico
I nomi balzati agli onori (si fa per dire) delle cronache sono per ora otto. Ma c’è l’impressione che nel registro degli indagati della procura di Roma, a proposito dell’indagine su politica e affari legati all’eolico nell’Isola, ci siano molte più persone. La facce già note sono quelle dell’uomo d’affari Flavio Carboni, del coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, del governatore Ugo Cappellacci, del direttore dell’Arpas Ignazio Farris, dell’ex commissario dell’Autorità d’ambito Franco Piga, del consigliere provinciale del Sulcis Pinello Cossu, del costruttore Arcangelo Martino e del giudice tributario Pasquale Lombardi. Alcuni avrebbero fatto parte del comitato d’affari che voleva mettere le mani sui business isolani, altri sarebbero state pedine da utilizzare per arrivare al risultato. Ma al quadro d’insieme manca ancora qualcosa. Chi sono gli imprenditori che avrebbero pagato Carboni per svolgere il suo ruolo di referente nei confronti del mondo politico? Chi ha preso materialmente i soldi e chi si è occupato di farli arrivare ai destinatari finali? Solo due delle domande alle quali gli investigatori stanno cercando di rispondere.